Il Giallista

Interviste, recensioni e news dal mondo del giallo... e non solo. A cura di Marco Tiano




sabato 30 giugno 2012

Intervista: Andrea Marchetti, autore de "Le nebbie del passato"

Buon fine settimana, amici!
Oggi è ospite del nostro blog Andrea Marchetti, autore de Le nebbie del passato.
Benvenuto Andrea,
iniziamo l'intervista con la nostra domanda d'apertura:
Cosa significa per lei scrivere?
La scrittura ha fatto da sempre parte della mia vita. Un'esigenza interiore che nasce dall'infanzia e che, attraverso il tempo, si è arricchita di nuove esperienze; una necessità intima d'analizzare la realtà che mi circonda e allo stesso tempo un aiuto per confrontarmi con essa. Una dolce amica che mi ha accompagnato, senza mai tradirmi, dai primi compiti a scuola, alle passioni giovanili, espresse in poesia, fino ai brevi saggi e infine, negli ultimi anni, nei racconti e romanzi che mi sono cimentato a scrivere.

Come è nata la sua passione per il giallo?
Si può dire che la mia passione per i gialli sia nata in contemporanea con le mie prime letture e soprattutto grazie all'impulso dato dalle ottime realizzazioni televisive dei primi anni settanta; prodotti eccellenti con fior fiore di sceneggiatori, uno su tutti lo scrittore Andrea Camilleri che ha curato la realizzazione televisiva del Maigret di Simenon con l'inarrivabile attore Gino Cervi. Per non parlare, poi, delle ottime pellicole tratte dai racconti di Agatha Christie e della serie televisiva su Sherlock Holmes con Nando Gazzolo. Insieme a tutto questo, c'è da aggiungere una predisposizione d'animo che mi ha fatto prediligere da sempre il mistero e l'imprevedibile.

Quali sono i suoi autori preferiti? E che genere letterario preferisce?
Sicuramente i già citati Simenon - di cui possiedo la serie completa di Maigret - Agatha Christie, Sherlock Holmes e lo scrittore egittologo francese Christian Jacq che con lo pseudonimo di J.B. Livingstone ha pubblicato la serie dei dossier di Scotland Yard, ma anche e non solo la letteratura di genere. Sono cresciuto foraggiandomi dei classici della letteratura che oggi si definisce universale. Dal padre della letteratura francese Victor Hugo – ogni tanto rileggo “I Miserabili” che considero un capolavoro assoluto – alle letture giovanili de “ I Tre Moschettieri” di Dumas e del celebrato “ Il Conte di Montecristo” al “Papà Goriot” di Balzac o al “Madame Bovary” di Flaubert, per parlare della letteratura d'oltralpe. Ma come non citare gli scrittori russi da Dostoevskij a Tolstoj o la letteratura americana con Steinbeck, Hemingway, Bukowski o il sud America di Gabriel Garcia Marquez con “Cent'anni di solitudine”.
Come ben capirete amo la buona letteratura e non ho un genere ben fisso, oltre ovviamente la mia passione viscerale per i romanzi gialli; per non tralasciare anche gli scrittori contemporanei come Umberto Eco e il suo “Il Nome della Rosa”, Andrea De Carlo, Andrea Vitali e Nicolò Ammanniti e la meravigliosa epopea del “Canale Mussolini” di Pennacchi, insieme a tanti altri.


Come nascono le trame dei suoi romanzi?
Quasi sempre i miei scritti nascono in maniera inaspettata; lo spunto può essere un fatto di cronaca, un racconto che mi ha ispirato, oppure dal quotidiano in cui vivo, ma quasi sempre è qualcosa che mi porto dentro che un fatto esteriore può scatenare. Poi, ovviamente una volta che si è deciso cosa scrivere, vieni fuori il lavoro dello scrittore; l'abilità nel costruire trame, dialoghi e personaggi convincenti, nel far nascere atmosfere; tutto questo, insieme alle ricerche storiche e documentali, fanno parte di questa fase. Infine ci sono le varie stesure che occupano un tempo sufficientemente ampio; quest'ultima fase, forse la meno edificante della scrittura, non ha niente a che vedere con la parte più affascinante dell'arte dello scrivere, quella della creazione.

A quale tipo di lettore sono indirizzate le sue opere?
A dirla tutta, non ho un tipo preferito di lettore, comunque, certamente coloro che amano le trame intrigate ma con un pizzico d'eccentrica passione per l'umanità dei personaggi, per le loro debolezze, niente a che vedere con i super eroi di certa letteratura di largo consumo, e con la passione per la lettura, ovviamente la buona e credo, nonostante quello che si dica, che siamo in molti a pensarla in questo modo.


Può darci qualche anticipazione sul suo prossimo lavoro letterario?
Ho appena terminato di scrivere il secondo romanzo, il seguito del primo “Le Nebbie del Passato”. La trama si svolge sempre nel paese di Montebello e ha ancora una volta come protagonista il maresciallo Leonardi. È un racconto che parla dell'eterno contrasto tra il bene e il male, un Caino e Abele in chiave moderna ed è incentrato sulla figura di uno spietato assassino che ama travestirsi prima di uccidere la vittima designata, che sembra decidere a caso; sembra, ma sarà proprio quello che dovrà scoprire l'investigatore Leonardi. Una lotta senza esclusione di colpi che a un certo punto il sottufficiale pare non poter vincere.
Un monastero benedettino e la figura del suo abate, che nasconde un segreto terribile, fanno da sfondo al romanzo; sarà un segreto talmente raccapricciante da mettere in dubbio il prestigio dell'abate stesso, costruito negli anni, e la serenità del monastero.
Contemporaneamente sto scrivendo un adattamento teatrale del mio primo romanzo “Le Nebbie del Passato”; nonché sto realizzando una raccolta di poesie dal titolo “Il Sole al tramonto”, sottotitolato: “Lucido percorso di un pensatore in chiave moderna”.


Grazie per la disponibilità, Andrea, e a presto!

1 commento:

  1. Dopo aver letto la vostra recensione, ho letto le "Nebbie del passato" di questo autore e mi è piaciuto. Recensirete altri suoi titoli?
    Grazie!

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