Il Giallista

Interviste, recensioni e news dal mondo del giallo... e non solo. A cura di Marco Tiano




martedì 23 maggio 2017

Intervista: Claudio Valbusa, autore di PUNTO DI SQUILIBRIO


Buongiorno, amici!
Oggi, è ospite del nostro blog Claudio Valbusa, autore del thriller PUNTO DI SQUILIBRIO, edito da Edizioni Il Ciliegio.

1) Buongiorno, Claudio, e benvenuto a "Il Giallista".
Cosa significa per lei scrivere? 
Per me scrivere ha un effetto quasi terapeutico. Davanti alla tastiera del computer mi immergo completamente nel mondo che sto creando con le mie parole. Non esiste più nulla all’infuori della vicenda che via via prende forma. L’esercizio mentale di creare personaggi, ruoli e situazioni ha su di me lo stesso effetto di una lunga corsa in campagna: stancante ma, allo stesso tempo, rigenerante. Un nuovo personaggio è una creatura di creta da impastare e modellare nell’unico modo in grado di cogliere le sfumature che vuoi ricreare. Magico.

2) Che generi letterari predilige? 
Io scrivo prevalentemente romanzi e racconti giallo-noir. Non a caso divoro questo tipo di romanzi fin da tenera età. Tuttavia, non mi limito a questo genere. Mi piacciono molto anche saggi e romanzi storici, perché nella vita come nella letteratura la Storia è in grado di infondere profondi insegnamenti. Trovo, inoltre, molto interessanti anche i romanzi horror e le autobiografie.

3) Quali sono gli autori che hanno contribuito alla sua formazione letteraria? 
Come dicevo, sono un grande appassionato di spy story, romanzi gialli e d’avventura. Per questo ho letto quasi tutti i più grandi autori di questi generi da Frederick Forsyth e Ken Follett, da John Grisham a John le Carrè, da Andrea Cammilleri a Wilbur Smith. Un posto particolare nel mio cuore di lettore l’ho sempre riservato a Stephen King. Ho sempre ammirato, infatti, la sua straordinaria capacita di tessere trame pregne di tensione. Inoltre, adoro una dote che talvolta non gli viene riconosciuta: la capacità di descrivere un personaggio in maniera perfetta sotto tutti i punti di vista. Alla fine della lettura conosciamo i protagonisti dei suoi romanzi meglio di un fratello. Parlando della mia formazione letteraria non posso ovviamente escludere i classici italiani più o meno moderni: Verga, Pirandello, Sciascia, Eco, ecc.

4) Da dove trae ispirazione per le trame dei suoi libri? 
“L’ispirazione” è un concetto molto complicato. Io la identifico come quel flash capace di piantare un seme nella tua fantasia. Un immagine, una frase, un accenno di trama. Mi è capitato di scrivere una storia partendo dal titolo, arrivato praticamente prima di tutto il resto. O di essere fulminato da una scena, poi divenuta incipit di un romanzo. Purtroppo, però, questi input sono di brevissima durata. Si appassiscono come un fiore delicato. Vanno colti immediatamente e, soprattutto, sono solo l’inizio di un lungo lavoro. Anche l’attualità ha un peso importantissimo nei miei racconti. Traggo sempre ispirazione de fatti di cronaca o da determinate situazioni socio-politiche per la stesura dei miei testi. Mi diverto a mescolare l’opera di fantasia con temi scottanti.

5) Cosa l’ha spinta a scrivere il suo primo romanzo? 
In realtà il mio primo romanzo, Più nero dell’oro, è nato quasi per caso. Ricollegandomi alla domanda precedente, un giorno, mentre ero in viaggio per lavoro, queste quattro parole hanno cominciato a frullarmi nella testa. Ad esse ho presto associato un’ambientazione e una possibile trama. Mi sono chiesto cosa succederebbe se qualcuno sabotasse e compisse omicidi in una sperduta centrale petrolifera nel bel mezzo della foresta equatoriale africana? E così ho cominciato a scrivere la prima stesura della storia nei ritagli di tempo. La cosa mi ha subito entusiasmano, tanto da dedicarmici ogni secondo a disposizione. In tutta sincerità mentre scrivevo non pensavo minimamente a una possibile pubblicazione. Solo in seguito all’entusiasmo della mia ragazza, divenuta nel frattempo mia moglie, decisi di sottoporlo agli editori. Fortunatamente ho trovato il supporto di Edizioni il Ciliegio, casa editrice seria e professionale, che ha creduto nel progetto e negli altri che sono ad esso seguiti fino a Punto di Squilibrio, mio ultimo libro.

6) Sta lavorando a un nuovo libro? Se sì, può darci qualche anticipazione? 
Ho terminato la prima stesura di un nuovo romanzo da poco. Spero possa trovare l’entusiasmo del mio Editore e vedere la stampa nei prossimi mesi. Posso anticipare l’ambientazione: una splendida isola dell’oceano Atlantico. E i protagonisti: un ristoratore italiano e una giovane immigrata clandestina africana (il tema dell’immigrazione clandestina farà da sfondo a molti brani del romanzo). Il genere è sempre quello del thriller con sfumature giallo-noir. La particolarità di questa storia è che fino alla fine non solo l’identità dell’assassino è sconosciuta, ma anche quella della sua vittima.

PUNTO DI SQUILIBRIO
Claudio Valbusa
Pag.: 288
Prezzo: €17,00
Editore: Il Ciliegio

IL LIBRO:
Il protagonista del romanzo è Alex Giuliani, un giornalista italoamericano arrivato all'apice del successo grazie a un suo libro, "Ignoranza rubata", che narra le vicende di due prigionieri di guerra prelevati sui campi di battaglia mediorientali e rinchiusi nelle tristemente note prigioni di Abu Ghraib e Guantánamo. L'opera letteraria è stata scritta grazie alle rivelazioni di un ex marines il quale, sotto la protezione dell'anonimato, ha rotto il velo d'omertà attorno ai metodi tutt'altro che leciti utilizzati dalle forze armate alleate.


                                             

L'AUTORE:
Claudio Valbusa è nato a Bussolengo (Verona) nel 1983. Cresciuto nel piccolo paese montano di Erbezzo, e risiede attualmente nel comune di San Bonifacio. All’età di diciannove anni si è trasferito a Trento per intraprendere gli studi d’ingegneria, terminati all’inizio del 2008. È autore del romanzo Più nero dell’oro, pubblicato da Edizioni il Ciliegio nel 2012 (thriller ambientato all’interno di una centrale petrolifera in africa Equatoriale). Nel 2015 ha pubblicato poi Le Stagioni del Delitto (racconti thriller a quattro mani aventi come sfondo le quattro stagioni). Inoltre, sempre del 2015 il suo secondo romanzo Punto di Squilibrio (giallo ad alta tensione di grande attualità politica e sociale). Grazie al suo lavoro di ingegnere nel settore petrolifero ha lavorato in numerosi contesti nazionali e internazionali, visitando e risiedendo in molteplici paesi dell’Africa, del Medio Oriente dell’ex blocco sovietico. Esperienze che hanno arricchito il suo bagaglio culturale, generando molteplici spunti per i propri libri.

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