Il Giallista

Interviste, recensioni e news dal mondo del giallo... e non solo. A cura di Marco Tiano




lunedì 10 giugno 2013

Recensione: LA STANZA N.18 di Mignon Good Eberhart - Polillo editore


Per il nostro appuntamento con il giallo classico, oggi vi parliamo de LA STANZA N.18 di Mignon Good Eberhart, edito da Polillo editore.
Come scritto nella seconda di copertina, questo libro è stato osannato dalla critica e inserito nell'elenco delle pietre miliari del giallo compilato da Howard Haycraft ed Ellery Queen... e noi siamo totalmente d'accordo!
"La stanza n.18" (del 1929) romanzo d'esordio dell'autrice, è un giallo che merita di essere letto, e che non può mancare nella libreria di un giallofilo degno di questa nomina.
Ci ritroviamo tra le mani, infatti, un giallo ben costruito, dove i punti di forza sono lo stile narrativo dell'autore, e la sua capacità di evocare sensazioni e atmosfere.
Il ritmo è sempre accattivante, e invita il lettore a proseguire la lettura senza alcuna sosta.
Pensate ad una clinica del Midwest americano nel 1929, a corridoi bui, ombre sfuggenti, luccichii, notti tempestose e infermiere che si aggirano nel cuore della notte, con le loro divise bianche, inamidate, e... una camera dove accadono misteriosi delitti!
Be', tutto questo è "La stanza n.18". Un romanzo carico di suspense, che cattura l'attenzione, con la particolarità che le scene scorrono come le immagini di un film. Eberhart riesce benissimo nel far immaginare al lettore le vicende dei protagonisti.
Durante la lettura, si avverte la tensione, paura, ansia dei personaggi. Il loro terrore è tangibile. Si tengono le mani strette alle pagine, come se fossimo noi lettori a camminare tra questi corridoi bui, con la pioggia che batte sui vetri e l'etere che aleggia nell'aria.
La storia ha inizio quando, durante una notte di giugno, uno dei pazienti della clinica St. Ann's Hospital viene trovato morto, ucciso, da un'iniezione di morfina. L'uomo portava addosso una piccola scatola con all'interna del radio; un grammo di radio del valore di settantacinquemila dollari. Naturalmente, al ritrovamento del cadavere, il radio è sparito e, per completare il quadro, nell'armadio della stanza viene trovato il cadavere di uno dei medici della clinica. Tutto questo accade nella stanza n.18, una camera considerata maledetta, nefasta, sia dal personale che dai suoi pazienti; da sottolineare che, qualche ora prima, durante una cena tra medici e personale, tutti i presenti discussero del radio, manifestando il loro desiderio di denaro.
Protagonisti di questo romanzo d'esordio sono: Sarah Keate, capo infermiera del St. Ann's Hospital, e il giovane e promettente detective Lance O'Leary. Entrambi uniranno le loro forze nell'indagine, per arrivare alla sconvolgente verità. Sarah Keate - che è anche la voce narrante del romanzo - è un'infermiera di mezza età, dai capelli rossi, il carattere deciso e un'ottimo spirito di osservazione.
La trama si svolge tra inseguimenti notturni in corridoi bui, dove il temporale ne fa da sfondo, amori clandestini, infermiere seducenti e ricchi malati.
Come un giallo che si rispetti, tutti i personaggi potrebbero essere colpevoli, ed hanno un movente per gli omicidi. Nessuno è come sembra, e scoprire la verità diventa quasi impossibile.
Il finale regala un buon colpo di scena, mostrando le ottime doti dell'autrice nel tessere trame ricche di suspense e intricate.
Verità nascoste, atmosfere buie e decadenti, ottime caratterizzazioni dei personaggi, fanno di questo romanzo un'ottima lettura.
Un egregio esemplare di giallo classico!

L'AUTORE:Mignon Good Eberhart (1899-1996), nata a Lincoln, Nebraska, soprannominata la Agatha Christie americana per la vastità e la qualità della sua produzione, iniziò a scrivere per occupare il tempo libero durante le lunghe trasferte al seguito del marito, un ingegnere civile. Accomunata spesso a Mary Roberts Rinehart per il taglio dei suoi primi romanzi e considerata una vera e propria antesignana di quello che oggi viene chiamato “medical thriller”, la Eberhart ebbe un immediato successo di pubblico e di critica. Il primo romanzo, The Patient in Room 18 (La stanza n. 18) è del 1929 e fu seguito, l’anno dopo, da While the Patient Slept (L’elefante di giada) che si aggiudicò i 5000 dollari dello Scotland Yard Prize per il miglior poliziesco dell’anno. Anche se le prime opere avevano due protagonisti fissi, l’infermiera di mezza età Sarah Keate e il giovane poliziotto Lance O’Leary, la produzione dell’autrice (una sessantina di romanzi, l’ultimo dei quali pubblicato quando stava per compiere 89 anni) è sempre stata caratterizzata da una grande varietà di personaggi, mai riproposti in storie successive, e da uno stile che mutava col passar degli anni adeguandosi all’evoluzione del genere. Nel 1977 fu eletta presidente dell’associazione dei Mystery Writers of America dalla quale, nel 1971, era stata nominata Grand Master.

LA STANZA N. 18
Mignogn Good Eberhart

€ 15,40
288 pagine
I Bassotti N.: 126
ISBN: 9788881544332

2 commenti:

  1. Anche il tuo scritto è un egregio esemplare di recensione. Complimenti!

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    1. Grazie mille, Aquila Reale. Mi fa molto piacere che la recensione ti sia piaciuta.
      Grazie ancora e a presto!

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