Il Giallista

Interviste, recensioni e news dal mondo del giallo... e non solo. A cura di Marco Tiano




lunedì 2 settembre 2013

Intervista: Luca Tom Bilotta


Buongiorno, amici!
Oggi vi presentiamo la nostra intervista a Luca Tom Bilotta, autore di BIOGRAFIA ARANCIO SANGUE.

Benvenuto, Luca!
Cosa significa per lei scrivere?
Scrivere è un piacere, un hobby. Ma è anche un modo di svagarsi, rilassarsi e allargare la propria mente. Diciamo che avere la tastiera del pc sottomano per me rappresenta davvero tutto. Permette di lanciarsi in un’avventura diversa giorno dopo giorno, di costruire qualcosa d’importante ogni volta che si accende il computer. Da sempre è stata la mia attività, prima come giornalista (Luca Tom Bilotta ha lavorato in settori quali la cronaca nera, ma soprattutto sport ed economia di cui ha diretto per sei anni un magazine mensile, n.d.r.) poi come scrittore. Di gran lunga più appagante l’ultima professione: non tutti possono fregiarsi di lavorare scrivendo. Mi ritengo un privilegiato rispetto a tanti miei coetanei.

  Che genere letterario predilige?
I miei libri, sotto certi punti di vista, sono l’esatta espressione dei miei gusti letterari. Adoro la storia moderna (intesa dai primi Novecento ad oggi) e gli intrighi internazionali. Passo dai saggi di Renzo De Felice a Giampaolo Pansa al genere thriller psicologico internazionale. Adoro Giorgio Faletti “prima versione” e Ken Follet. Insomma, amo spaziare e soprattutto in questo ultimo periodo leggo molto per questioni professionali: sto componendo il mio secondo thriller e in fase creativa leggere stimola l’intelletto.

Quali sono gli autori che hanno contribuito alla sua formazione di scrittore?
Come detto in precedenza, De Felice e Pansa hanno il giusto piglio narrativo storiografico - con dettagli imprescindibili per uno storico -da cui mi piace prendere spunto. Mi hanno accostato spesso a Faletti in “Io Uccido”, ma a dire il vero l’ho scoperto solo post composizione di “Biografia Arancio Sangue”. Quindi non potrei inserirlo nel “pacchetto formativo” anche se lo ritengo un grandissimo autore. Chi altro? Forse Wilbur Smith e Agatha Cristie.

Quando, e come, è nata l'idea per scrivere il suo primo romanzo?
Diventare uno scrittore è sempre stato un mio sogno. Ma l'idea è nata un anno fa circa, mentre stavo componendo su commissione una biografia di un noto imprenditore lombardo. Due anni fa ho abbandonato il mondo del giornalismo e ho deciso di dedicarmi a tempo pieno alla realizzazione di libri storici e biografici su commissione, oltre che di sceneggiature: diciamo un mix fra ghostwriter e autore ad ampio spettro. Poi, un giorno, così per caso ho iniziato a scrivere e a far leggere a persone del settore una bozza del mio primo thriller e visti i pareri positivi è nata questa bella avventura... Un cammino molto rapido e positivo, culminato con un numero davvero buono di vendite in prima stampa e la firma con la mia nuova agenzia letteraria Editfloor di Roma proprio in questi giorni di luglio.

A che tipo di lettore sono indirizzate le sue opere?
Non sono particolarmente cruento quindi “Biografia Arancio Sangue” è adatto a tutti, gli omicidi sono più psicologici e criptici che splatter. Più che altro mi piace svelare gli intrighi internazionali e far riflettere il lettore, in questo caso si narra delle lobbies farmaceutiche che governano il mercato mondiale. Le mie sono opere di pura finzione, ma credo che la narrativa generalista possa essere un modo per indagare aspetti della nostra società meno conosciuti od approfondire ambiti storici sconosciuti ai più come l’agente arancio utilizzato nella guerra del Vietnam”.

Può darci un'anticipazione sul suo prossimo lavoro letterario?
Ho avuto il piacere di visitare Bruxelles e il parlamento Europeo in visita privata a maggio. Ho trovato l’ambiente davvero interessante e stimolante per scrivere il sequel di “Biografia Arancio Sangue”. Sarà ambientato proprio nel mondo politico ed economico europeo, anziché il mondo farmaceutico si parlerà di chimica ed agricolura: le famose colture OGM. Uscirà probabilmente a Natale, dipenderà molto dalla mia nuova casa editrice. Comunque sia tranquilli, il giornalista Joe Brigati non si fermerà con “Biografia Arancio Sangue”.

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