Il Giallista

Interviste, recensioni e news dal mondo del giallo... e non solo. A cura di Marco Tiano





sabato 11 marzo 2017

Recensione: ERA UNA FAMIGLIA TRANQUILLA di Jenny Blackhurst - Newton Compton editori


ERA UNA FAMIGLIA TRANQUILLA. Ecco, è questa, la frase che siamo abituati a sentire dopo una tragedia famigliare; che è anche il titolo dell'esordio letterario della scrittrice inglese Jenny Blackhurst, edito in Italia da Newton Compton editori.
Una definizione che, nella sua semplicità, destabilizza. Come può una famiglia apparentemente tranquilla, partorire simili tragedie?
È il caso anche di Susan Webster, che ha un marito e un figlio. Sembrano una famiglia come tutte le altre; una famiglia tranquilla. Eppure, adesso Susan si chiama Emma Cartwright, abita da sola in una bella casa, ha un gatto, fa il volontariato, ed è in libertà vigilata dopo aver scontato tre anni in carcere per l'uccisione di suo figlio Dylan, di appena dodici settimane.
Come è potuto accadere?
Susan non ha più la vita di un tempo. Non ha una famiglia, ha perso il figlio, ha divorziato dal marito, non ha più gli amici di un tempo, e non parla più neppure con suo padre.
Deve rifarsi una vita, una nuova identità, ma non è facile convivere con ciò che ha fatto; o perlomeno: con ciò che sa di aver fatto, ma non ricorda.
Le prove erano tutte contro di lei, e lei non ha mai ricordato nulla, quindi non c'era possibilità di scampo. Ha dovuto affrontare la vergogna, il peso di aver commesso un gesto atroce e, adesso che è fuori, ricominciare non è facile, soprattutto dopo aver ricevuto per posta una foto di suo figlio, come dovrebbe essere adesso, a distanza di tre anni.
Ma come è possibile?
Qualcuno ha scoperto la sua nuova identità. Susan entra nel panico, la sua sanità mentale inizia a vacillare?
Forse si tratta di intimidazione? Vendetta? O scherzi di pessimo gusto?
Qualunque sia il movente, Susan non può non pensare che forse suo figlio è ancora vivo. Che forse lei non lo ha ucciso. Per questo non ricorda nulla di quel giorno.
Ma chi può crederle? Tutte le prove gridavano colpevolezza. Ma ha un barlume di speranza, e non può ignorarlo. Se suo figlio dovesse essere vivo, lei ha il dovere di sapere cosa è successo quel giorno, e di ricongiungersi con lui. Ormai non ha più nulla da perdere. Tutto ciò che per lei contava, le è stato tolto all'improvviso.
A questo punto, Susan, insieme alla sua ex compagna di cella e a un misterioso e affascinante giornalista, inizia a indagare, a scavare nel passato di suo marito. Chi era Mark, prima di incontrarlo. Adesso, si rende conto di non sapere nulla del suo passato. E se lui avesse avuto un ruolo nella vicenda?
Mark è affascinante, e lei si sentiva sempre in meno, mai alla sua altezza. Non sapeva perché l'avesse scelta, ma ne era lusingata. Uno come lui che l'amasse.
Forse avrebbe dovuto essere più indipendente, non legata solo al suo amore.
"Era una famiglia tranquilla" è un ottimo esordio. Una lettura che coinvolge, che a tratti inquieta e fa riflettere. Conosciamo davvero la persona che abbiamo scelto per la vita, e il suo passato? Su cosa si basa la tranquillità familiare? Abbiamo costruito delle solide fondamenta?
Il passato non è mai tale. Può farsi vivo in qualsiasi momento, e in modi diversi. In modi che possono provocare catastrofi, distruggendo tutto ciò che si crede di aver costruito.
Dal ritmo serrato, con ottimi personaggi e una trama intrigata, "Era una famiglia perfetta" è una lettura che vi conquisterà.
Consigliato!

ERA UNA FAMIGLIA TRANQUILLA
Jenny Blackhurst
Genere: thriller
Pag.: 336
Prezzo: €7,42
Editore: newton Compton Editori
Uscita: 12 Gennaio 2017

Un’accusa infamante
Una pena scontata da innocente
Una bugia durata troppo tempo


L'AUTRICE:
Jenny Blackhurst è cresciuta in Inghilterra, nello Shropshire, dove ancora vive con marito e figli. Il suo thriller di esordio, Era una famiglia tranquilla, ha ottenuto in pochissimo tempo il consenso della critica e un grande successo di pubblico. In Inghilterra è appena uscito il suo secondo romanzo dal titolo Before I let you in. 
Per saperne di più: twitter.com/jennyblackhurst

Nessun commento:

Posta un commento