
"Il Bibliotecario di New York" è un thriller che non manca di avventura, o azione nel perfetto stile dei film americani. Vi ritroviamo, infatti, scene spettacolari, dove il protagonista riesce a far fuori - da solo - tre-quattro nemici, sparandogli con ben due pistole.
Il protagonista è Dewey Decimal, un veterano che non ricorda nulla del suo passato, neppure il nome. Non sa se i ricordi che ha gli sono stati inseriti nel cervello, o se sono realmente i suoi. Dopo un'epidemia, il crollo di Wall Street e un potente attacco terroristico avvenuto il 14 febbraio, per la festa degli innamorati, la citta di New york è completamente in ginocchio. I negozi sono vuoti, deserti e sacheggiati dai cittadini. Il centro commerciale della città appare come campo di battaglia abbandonato. Si cerca di ritornare a vivere, ma nulla può tornare come prima. Prima del 14 febbraio. La città è invasa da una puzza nauseante, che si estende per tutta New York, sino in periferia. C'è caldo e l'aria è inrespirabile.
Dewey abita nella biblioteca pubblica sulla Quarantaduesima, e ha deciso di archiviare e catalogare l'intera collezione. Il lavoro è mastodontico, ci vorranno anni, ma a lui piace leggere e ha un'ossessione maniaco-compulsiva per l'ordine e la pulizia. Dewey, infatti, cammina con una scatole di pillole e del Purrel (igienizzante per le mani). Detesta toccare qualcosa dove hanno messo le mani altre persone. Prova quasi un senso di repulsione e disgusto, sapere che qualcuno possa avervi lasciato dei germi o batteri.
Dewey però non si occupa solo della biblioteca. Lui è al servizio di Rosenblatt, un procuratore corrotto, che lo chiama quando c'è da fare un lavoro sporco. Perchè lui è un professionista, uno che non sbaglia un colpo; un perfetto tiratore.
Questa volta la sua missione è uccidere Yakiv Shapsko, il leader della comunità ucraina, macchiato dei più terribili reati. Durante la missione, però, Dewey farà la conoscenza di personaggi bizzarri e strani, legati al crimine. Una fra tutte sarà la moglie di Shapsko, per cui Dewey si accorgerà di provare dei sentimenti. Il caso appare subito singolare e difficile. Prima di arrivare alla fine, nel mezzo ci sarano un buon numero di omicidi, vendette e tradimenti.
La scrittura di Larson è pungente, scorrevole e ben strutturata. Il thriller si lascia leggere bene, stimolando la curiosità del lettore.
Forse in alcuni punti le scene sono un po' spettacolari, ma risultano originali e di grande effetto.
Per concludere, "Il Bibliotecario di New York" è un thriller accattivante e di grande impatto, che vi consigliamo di leggere.
Buona lettura!
BIBLIOTECARIO DI NEW YORK
Natha LarsonTraduzione di Federico Lopiparo
Pagine 288
12.90 euro
Fanucci - Collana Chrono
L'AUTORE:Nathan Larson, nato nel Maryland nel 1970, è un eclettico: scrittore, compositore, musicista e produttore, è noto sopratutto per le sue pluripremiate colonne sonore. Attualmente vive con la moglie a New York e di tanto in tanto non disdegna rifugiarsi in Svezia. Il bibliotecario di New York è il suo romanzo d’esordio.
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