Il Giallista

Interviste, recensioni e news dal mondo del giallo... e non solo. A cura di Marco Tiano




martedì 26 gennaio 2010

Intervista a Pierluigi Porazzi

Carissimi amici, iniziamo questa ultima settimana di gennaio con un intervista a Pierluigi Porazzi, autore de "L'ombra del falco" edito da Marsilio.

Caro Pierluigi, iniziamo con la domanda preferita dal "Giallista":
Cosa significa per te scrivere?


Raccontare storie, comunicare, dare vita e voce a personaggi e a un mondo che crei nella tua mente. Significa anche, per certi aspetti, mettersi a nudo, perché quando scrivi non puoi non essere sincero. Questo non significa che ogni storia abbia qualcosa di autobiografico, ma che di solito si scrive di cose che si conoscono e si “sentono”, a volte partendo da esperienze personali (o persone che si incontrano) che vengono poi rielaborate per diventare tutt’altro.
Mi piace molto una definizione che ha dato Cristiano Cavina della scrittura: “scrivere non è come curarsi, è come mostrare una cicatrice e dire: la vedi questa cicatrice? Ti faccio vedere come me la sono fatta”.


Come è nata la tua passione per i gialli?

I primi libri che ho letto, da ragazzino, sono stati i gialli di Ellery Queen e Agatha Christie. Nel tempo sono diventato un lettore onnivoro, amo leggere di tutto. Mi è rimasta una passione per il thriller e la suspense, indirizzata verso autori come Jim Thompson, Joe Lansdale o Michael Connelly, e, per parlare di italiani (che al momento secondo me sono i migliori al mondo), Giorgio Scerbanenco, Gianluca Morozzi, Paola Barbato, Stefano Pigozzi, Carlo Lucarelli, Sacha Naspini, Alan D. Altieri, Barbara Baraldi, Franco Limardi, Simone Sarasso, Alberto Custerlina, Massimo Carlotto e tanti altri.

Come trovi le idee per le tue storie?

Nei modi più disparati. A volte facendo tutt’altro (magari in auto o camminando), a volte scrivendo... Ci sono momenti in cui le idee ti arrivano all’improvviso, come se fossero entità “vive”, invisibili fate che volteggiano nell’aria e si posano su di te...

"L'ombra del falco" che tipo di giallo è?

Premesso che non amo le classificazioni, direi che si può definire un “thriller”. Come si può evincere dal riassunto della trama, la storia riguarda un serial killer, una figura su cui per certi aspetti si è scritto parecchio, e proprio per questo ho cercato di dire qualcosa di nuovo e originale.

Hai già in cantiere un seguito de "L'ombra del falco"?

Non proprio. Diciamo che c’è qualche idea, ma devo ancora iniziare la stesura... Ho cominciato a lavorare a un thriller che non ha nulla a che fare con “L’ombra del falco” e ho quasi pronto un romanzo (non un thriller, stavolta) che potrebbe essere pubblicato nei prossimi anni.

Grazie per la tua collaborazione, Pierluigi, e a presto!

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