Il Giallista

Interviste, recensioni e news dal mondo del giallo... e non solo. A cura di Marco Tiano




venerdì 28 ottobre 2011

Novità Polillo in libreria _ I Bassotti n. 104 - 105

Dal 27 ottobre, in libreria abbiamo due nuovi gialli che ci attendono e, ancora una volta, la protagonista è la Polillo editore, con I Bassotti n. 103 e 104. Eccoli:

Whitman Chambers
I MORTI NON LASCIANO IMPRONTE DIGITALI
“I bassotti” n. 104
Pagine: 288
Prezzo: € 14,40
ISBN: 978-88-8154-392-2
Traduzione di Dario Pratesi

Il libro:
Con un tipico colpo di testa, la famosa attrice danese Hilda Haan, mentendo spudoratamente ai suoi fan che la credono all’estero, è fuggita con Theodore Raybourne nella sua dimora di campagna solo per scoprire che la promettente storia d’amore è un incubo a occhi aperti. Per di più il suo (ex) amante minaccia di rivelare al mondo intero la loro relazione se lei non acconsente a sposarlo. Per nulla intenzionata a cedere al ricatto, Hilda decide di affidarsi all’investigatore privato Stan Lake perché la salvi da una situazione che potrebbe costarle la carriera. Con uno stratagemma il detective riesce a farsi invitare nella villa dove la donna è “prigioniera” e lì, oltre a lei e a Theodore, trova un interessante gruppetto di persone: il vecchio patriarca Rufus Raybourne e la ben più giovane moglie Maurine, l’altra figlia Inez con il dottor Pageot suo fidanzato, e infine Farley e Rae Amerton, una coppia di amici sensitivi. La situazione precipita quando, a poche ore dall’arrivo di Lake, Theodore viene trovato nella propria stanza col cranio sfondato da un attizzatoio. Sull’impugnatura ci sono numerose impronte digitali. Caso risolto? Niente affatto, perché le impronte corrispondono a quelle… di un uomo morto un anno prima nella prigione di San Quintino. Pubblicato nel 1935 e finora inedito in Italia, un giallo ad alta tensione con uno scioglimento del tutto inatteso.

L’autore :
[Elwyn] Whitman Chambers (1896-1968), nato a Stockton, in California, scrisse diciotto romanzi polizieschi ambientati nell’area di San Francisco e Oakland con storie spesso legate al mondo giornalistico. Autore di vari racconti per le riviste pulp e di soggetti e sceneggiature per il cinema e la televisione, esordì nella narrativa nel 1928 con The Coast of Intrigue, ma fu solo dopo l’uscita di The Navy Murders (1932), realizzato in collaborazione con Mary Strother Chambers, che iniziò a pubblicare con regolarità. Da allora fino al 1945 diede alle stampe altri tredici romanzi tra i quali The Campanile Murders (1933), Murder for a Wanton (1934), 13 Steps (1935, I 13 scalini) e Dead Men Leave No Fingerprints (I morti non lasciano impronte digitali). A partire dal 1946 si dedicò prevalentemente al cinema e solo nel 1953 tornò alla narrativa con The Come-On (Caccia all’uomo). Gli ultimi due romanzi furono In Savage Surrender (1959, Selvaggio abbandono) e Manhandled (1960), pubblicato otto anni prima della morte avvenuta a Los Angeles.

J. C. Masterman
TRAGEDIA A OXFORD
“I bassotti” n. 105
Pagine: 224
Prezzo: € 13,90
ISBN: 978-88-8154-398-4
Traduzione di Bruno Amato

Il libro:
In un immaginario istituto universitario di Oxford, il St. Thomas’s College, il professor Shirley, dopo essersi a lungo intrattenuto con altri colleghi in un piacevole dopocena di chiacchiere, brandy e sigari, si allontana per raggiungere il professor Hargreaves nel suo studio. Ma non sono passati neanche venti minuti che gli sconvolti docenti vengono informati che Shirley è morto, ucciso da un colpo d’arma da fuoco. Il caso appare subito complicato e così viene chiesto l’aiuto di Scotland Yard che manda sul posto il metodico ispettore Cotter. La soluzione, secondo la migliore tradizione dei gialli della golden age, verrà però trovata da un investigatore dilettante, l’avvocato Ernst Brendel, un viennese arrivato in quei giorni al St. Thomas per tenere un ciclo di lezioni alla facoltà di legge. Servendosi come “Watson” di uno dei docenti anziani, riuscirà a far luce sull’intricata vicenda scoprendo una tragica storia di ossessioni e umane debolezze. Finora inedito in Italia, questo romanzo del 1933 è stato molto elogiato dai critici Barzun e Taylor nel loro A Catalogue of Crime: “Una storia di prim’ordine in cui l’autore, a differenza di altri tentativi di ‘inventare’ Oxford, ne coglie la genuina atmosfera, popola il luogo di personaggi plausibili e fornisce investigazione, logica e discussione sul ‘metodo d’indagine’ in un inglese mirabilmente semplice e piacevole. Un capolavoro”.

L’autore:
J[ohn] C[ecil] Masterman (1891-1977), nacque a Kingston Hill, nella contea inglese del Surrey. Dopo gli studi a Osborne e Dartmouth e a Oxford, si perfezionò presso l’Università di Friburgo. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo colse mentre era in Germania e, considerato un nemico, fu internato per quattro anni nel campo di prigionia di Ruhleben. Al suo ritorno in patria divenne docente di Storia Moderna presso il Christ Church College di Oxford e nel corso degli anni Venti si distinse per la sua grande abilità in alcuni sport – cricket, tennis e hockey su prato – partecipando in rappresentanza dell’Inghilterra a numerose competizioni internazionali. Durante il secondo conflitto presiedette il Twenty Committee, un gruppo di ufficiali inglesi dell’Intelligence responsabile del reclutamento e dell’attività delle spie tedesche che facevano il doppio gioco a favore dell’Inghilterra. Per i servizi prestati alla patria in tempo di guerra nel 1959 fu insignito del titolo di baronetto. Come scrittore di gialli, Masterman pubblicò solo due romanzi, An Oxford Tragedy (Tragedia a Oxford) e The Case of the Four Friends (1956). In entrambi il protagonista è Ernst Brendel, un avvocato e docente austriaco con l’hobby della detection. L’autore è morto a Oxford.

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