Il Giallista

Interviste, recensioni e news dal mondo del giallo... e non solo. A cura di Marco Tiano




martedì 19 agosto 2014

Recensione: L'ASSASSINO SCRIVE DI NOTTE di Elizabeth Daly - Polillo editore


Per gli amanti del giallo, che mondo sarebbe senza i "bassotti" della Polillo editore?
E' questa la domanda che mi frulla in testa ogni volta che esce un nuovo titolo della loro elegante, raffinata e selezionata collana dedicato ai gialli della Golden Age. Domanda abbinata ad un senso di gratitudine, per il loro eccellente lavoro.
Oggi vi parliamo de L'ASSASSINO SCRIVE DI NOTTE di Elizabeth Daly, (Polillo editore - I Bassotti n.145) un mystery del 1943, scritto dall'autrice americana preferita dalla regina del giallo Agatha Christie.
In questo piacevole romanzo, ritroviamo tutti gli ingredienti fondamentali per la riuscita di un giallo: Underhill, la grande tenuta di campagna della famiglia Hutter, una famiglia ricca, una grossa eredità, personaggi stravaganti, e l'immancabile investigatore dilettante, che in questo caso veste i panni di Henry Gamadge, il bibliofilo con l’hobby dell’investigazione (già protagonista di Morte al telefono - I bassotti n. 40), chiamato dall'amica Florence Hutter per mettere luce su un mistero.
Da un po' di tempo, infatti, Florence è impegnata a scrivere un romanzo d'amore, ma durante la notte qualcuno si diverte a inserire frasi macabre nel manoscritto. Frasi che sono citazioni di noti autori, come Poe, Jhon Ford, Herbert e Marlowe.
Dapprima, la padrona di casa pensa ad uno scherzo di cattivo gusto, poi, invece, che sia opera di qualcuno dall'aldilà, in quanto ultimamente si è interessata alla scrittura automatica, per mettersi in contatto con i defunti.
Gamadge, però, appena giunto a Underhill - situata in campagna, poco lontana da New York - intuisce subito che l'ipotesi di un'azione ultraterrena è da scartare, e che l'autore delle citazioni inserite nel libro è un essere in carne e ossa. Naturalmente, a complicare il mistero, e a indicare che qualcuno sta facendo sul serio, si aggiungono un paio di morti. Ancora una volta, infatti, il delitto serve a fornire una giustificazione seria all'indagine, e il movente che scatena tutto ciò è uno dei più antichi del mondo: il denaro.
Mai noioso, intrigante al punto giusto e un protagonista acuto, munito di un sottile humor sono i punti di forza di questo romanzo. Altro punto a fovore è il fatto che l'autrice - come ci si aspetti da un buon giallo - metta a disposizione del lettore gli indizi necessari per individuare il colpevole con le sue sole forze.
Buono anche il finale, che regala un piacevole colpo di scena ai meno smaliziati.
Dotato di uno stile narrativo scorrevole, che non si perde in inutili descrizioni, "L'assassino scrive solo di notte" è un giallo molto godibile, elegante, una perfetta lettura estiva sotto l'ombrellone.
Consigliato!

L’ASSASSINO SCRIVE DI NOTTE
Elizabeth Daly

“I bassotti” n. 145
Pagine: 272
Prezzo: € 15,40
ISBN: 978-88-8154-461-5
Traduzione di Marisa Castino Bado

L'AUTORE:
Elizabeth Daly (1879-1967) nacque a New York da una delle famiglie più in vista dell’alta borghesia americana dell’epoca. Dopo la laurea alla Columbia University, a partire dal 1904 insegnò per alcuni anni al Bryn Mawr College, che già aveva frequentato da studentessa. Il suo interesse principale fu il teatro, per il quale lavorò come autrice, produttrice e regista di compagnie amatoriali. Da sempre accanita lettrice di detective stories – uno dei suoi autori preferiti fu Wilkie Collins – intorno al 1930 cominciò a cimentarsi, inizialmente senza successo, nella stesura di gialli. Solo nel 1940, quando aveva già compiuto sessant’anni, diede alle stampe il suo primo romanzo, Unexpected Night (Notte d’angoscia), al quale fecero seguito altre quindici opere. Il personaggio principale, presente in tutte le sue storie, è Henry Gamadge, un raffinato bibliofilo con l’hobby delle investigazioni. Nel 1960, a poco meno di dieci anni dalla sua ultima fatica letteraria (The Book of the Crime, 1951), l’associazione dei Mystery Writers of America le assegnò il premio Edgar per l’insieme della sua produzione.

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