Il Giallista

Interviste, recensioni e news dal mondo del giallo... e non solo. A cura di Marco Tiano





sabato 11 dicembre 2010

Nel buio della galleria


Ecco che anche sotto le feste natalizie, la Polillo editore ha fatto centro!
Infatti, per allietare ancor più le chiassose serate festive, ci propone un giallo a enigma del 1936, finora inedito in Italia, "Nel buio della galleria" di Miles Burton.
Un giallo classico, perfetto per gli amanti dei rompicapo dai mille indizi, che ci terrà incollati alle pagine fino alla fine, quando Burton ci sorprenderà come nella migliore tradizione dei romanzi dell'età d'oro del giallo.
Gli ingredienti per stuzzicare la curiosità ci sono tutti: il treno, la galleria buia dove avviene il delitto, le porte chiuse a chiave e un piano delittuoso ingegnoso.
Una buona idea regalo per gli amanti del genere e per chi si trova a proprio agio a destreggiarsi tra una miriade di indizi, false piste, e riesce a fiutare i particolari decisivi alla soluzione del caso che Burton ha saputo sapientemente disseminare, dimostrandoci la sua abilità come giallista.

Trama:
(dalla quarta)

In un pomeriggio di novembre, l'affollato treno delle cinque, partito in perfetto orario dalla stazione londinese di Cannon Street, si dirige verso Stourford. Sul treno viaggia anche Sir Wilfred Saxonby, un ricco uomo d'affari della City che si è assicurato uno scompartimento di prima classe tutto per sé. Quando il treno si trova nel Blackdown. Tunnel, il macchinista è costretto a effettuare una brusca frenata; il capotreno va a sincerarsi che tutti i passeggeri stiano bene, dopodiché il mezzo riprende la sua corsa. Più tardi, quando ritorna da Sir Wilfred per annunciargli l'imminente arrivo a destinazione, vede l'uomo apparentemente addormentato, nella stessa posizione in cui si trovava mezz'ora prima. Ma ogni tentativo di svegliarlo risulta vano: Sir Wilfred è morto, ucciso da un colpo d'arma da fuoco esploso da distanza ravvicinata. Il suicidio sembra l'ipotesi più probabile, dato che lo scompartimento era stato chiuso a chiave dal capotreno e che l'arma fatale trovata lì vicino porta incise le iniziali della vittima. Ma in questo mystery del 1936 le cose non possono essere così facili, e l'ispettore Henry Arnold: di Scotland Yard, con l'aiuto del geniale amico Desmond Merrion, scoprirà che c'è una sola parola per definire questo strano decesso: omicidio.

Buona lettura!
Marco Tiano

Nessun commento:

Posta un commento