Il Giallista

Interviste, recensioni e news dal mondo del giallo... e non solo. A cura di Marco Tiano




domenica 4 aprile 2010

Interviata a: Alessandro Perissinotto


Cari amici,
oggi è ospite del "Il Giallista" il famigerato Alessandro Perissinotto, uno dei più autorevoli giallisti italiani.

Perché, con il tuo ultimo libro “Per vendetta”, hai deciso di allontanarti dal genere giallo?

Perché, nella mia concezione, il giallo diventa simile al dramma. Quando io inserisco nella trama un omicidio, lo faccio per esplorare le profondità del dolore. “Per vendetta” tratta della tragedia dei desaparecidos in Argentina, dunque il dramma è già tutto contenuto nella storia degli eventi politici dell’America Latina, non era necessario aggiungere nulla: questo mio ultimo lavoro è quasi un “romanzo verità”

Come nascono le idee per i tuoi libri?

Dall’osservazione della realtà, da fatti anche minimi. Quando un evento mi colpisce, studio il contesto in cui esso è avvenuto e gradualmente il romanzo prende forma.

Qual è la sfumatura del genere giallo che preferisci, e perché?

Preferisco il noir, proprio perché l’elemento drammatico in esso è molto forte.

Ritroviamo qualcosa di te nei tuoi personaggi? Se sì, cosa?

Generalmente tendo ad evitare l’autobiografia; dunque i miei personaggi mi somigliano pochissimo, però, spesso impresto a loro le mie idee e i miei pensieri.

A quale dei tuoi romanzi sei più legato?

I romanzi sono come i figli, per ognuno di loro ai buono motivi d’amore. Dunque non ho un romanzo al quale sono più legato di altri.

Perché i lettori dovrebbero leggere il tuo ultimo lavoro?

Perché parla delle implicazioni (vere) del papa e della Chiesa nella vicenda argentina, parla di preti torturatori e di politici italiani complici dei torturatori. Dovrebbe essere letto perché dice cose che altri non dicono, svela verità scomode.

Grazie per la disponibilità, Alessandro, e buon lavoro!

Marco Tiano

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