Il Giallista

Interviste, recensioni e news dal mondo del giallo... e non solo. A cura di Marco Tiano





giovedì 8 agosto 2013

Marco Tiano intervistato per Feedbooks Italia da Veronica Fantini


Cari amici,
eccovi la mia intervista per il sito Feedbooks Italia, a cura della gentilissima Veronica Fantini!
Link:  http://bit.ly/19PJrxA

La bambinaia” è il libro vincitore del challenge letterario “Il Giocattolaio” indetto da Fazi editore e Horror channel.

La bambinaia” è uno dei due racconti vincitori del challenge letterario “Il Giocattolaio” indetto da Fazi editore e Horror channel, alla ricerca di nuovi talenti ed opere da pubblicare. Cosa l’ha spinta a partecipare?
Innanzitutto un senso di sfida, principalmente con me stesso, in quanto mi sono cimentato in un genere per me nuovo; solitamente scrivo gialli. In questo caso, però, il bando mi è sembrato interessante, sia perché indetto da una grande e seria casa editrice come la Fazi editore, sia per la collaborazione di un importante network televisivo, come Horror Channel. Un altro motivo che mi ha spinto a partecipare, è stato il fatto che coltivavo già da tempo l’idea di scrivere un horror, soprattutto psicologico, provando a conquistare e sconvolgere il lettore, senza scene violente o sangue a volontà. Ma oltre a tutto ciò, la verità è che non sono riuscito ad ignorare una piccola e pungente vocina che continuava a sussurrarmi all’orecchio: partecipa!

Quando ha iniziato a dedicarsi alla scrittura? Partecipare a “Il Giocattolaio” l’ha spinta a perfezionare un’opera di narrativa che aveva già scritto o si è dedicato alla sua scrittura esclusivamente per quest’occasione?
Ho iniziato a scrivere seriamente parecchi anni fa, durante un viaggio, e in particolar modo, dopo la visita ad un castello medievale. Sin da piccolo, fantasticavo di scrivere un libro, ma abbandonavo il lavoro sempre alla prime pagine. A circa dieci anni, mio padre mi regalò una vecchia macchina da scrivere Olivetti, e per tutto il giorno non facevo che picchiettare sui tasti, nel tentativo di dar vita ad una storia per bambini.
Per quanto riguarda “La Bambinaia”, invece, l’ho scritto appositamente per “Il Giocattolaio”. Non avevo un’opera già pronta, che si potesse adattare o perfezionare per il challenge. C’era poco tempo a disposizione, appena poco più di un mese, ma appena arrivata l’ispirazione, ho terminato il racconto prima delle mie aspettative, riuscendo anche a tuffarmi in una rapida sessione di editing. Scrivere è come una buona pizza: quando cominci, non ti fermi finché non hai finito.


Ha degli autori di riferimento da cui sente di trarre ispirazione e di cui è un appassionato lettore?
Sono un appassionato di gialli classici inglesi, e Agatha Christie è stato il mio primo amore letterario. I suoi romanzi mi hanno conquistato subito, dal primo letto: “Istantanea di un delitto”.
Mi sono ispirato a lei, per le mie prime opere. Quello che mi ha sempre colpito della Christie – e da cui ho tratto sicuramente ispirazione – è la particolarità di incollare il lettore alle pagine. Per il resto, non ho autori di riferimento, ma le mie letture preferite hanno tutte un denominatore comune: il mistero!
Amo gli intrighi, le indagini, i sospetti, tutto ciò dove c’è qualcosa da scoprire.
Patterson, Carlene Thompson, Lars Kepler, sono alcuni degli autori che seguo con notevole interesse.


Il racconto, che Lei definisce thriller-horror, potrebbe costituire indubbiamente la base per una trasposizione cinematografica. Vi è un influsso del cinema a proposito della Sua narrativa?
Sì, sicuramente! Il cinema americano mi è di ispirazione. “La bambinaia”, infatti, l’ho concepito come una sceneggiatura cinematografica. Ho tentato di scrivere il racconto, alternando dialoghi e scene, come fosse un film. Film come “The Others”, ad esempio, fanno parte della lista dei miei preferiti.

Lei cura il blog “Il Giallista”. Quest’attività ha in qualche maniera influito sul processo creativo e sul genere a cui si è dedicato?
No, “Il Giallista” non ha influenzato il mio processo creativo, o il genere a cui mi sono dedicato, perché il blog nasce dalla mia – già esistente – passione per il giallo. Devo però un merito a “Il Giallista”, infatti, grazie alla collaborazione con numerose case editrici, sono costantemente informato su le iniziative nel campo letterario, e, proprio in questo modo, sono venuto a conoscenza del challenge “Il Giocattolaio”.
Sicuramente, occupandomi di recensioni letterarie, a volte ho letto libri che avrei scartato a priori, (consigliati da lettori o editori) ma che poi hanno colpito, invece, il mio interesse, lasciandomi qualche insegnamento, ispirando persino il mio stile narrativo.
Ho iniziato, infatti, “Il Giallista”, occupandomi quasi esclusivamente di gialli classici inglesi,ritrovandomi poi a parlare di thriller, horror, hard boiled e, a volte, persino di fantasy e young adult. Quindi, tirando le somme, posso dire che gestire un blog letterario è un’esperienza formativa. Uno scambio di opinioni che permette di allargare la propria visuale, affacciandosi anche a generi che non si erano presi precedentemente in considerazione, e che quindi consiglio vivamente a chi coltiva la passione per la scrittura e i libri.

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