Cari amici,
oggi è nostro ospite Michele Zoppardo, autore del giallo CHI UCCIDE A BORGHETTO?, edito da EEE Edizioni tripla E.
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Scrivere, per me, è come vivere un’avventura. Non sono io che cerco la storia ma lei che viene da me; mi assale, mi entra nelle vene e m’invade la mente come una pianta infestante, assorbendo ogni pensiero e costringendomi a curarmi solo di lei. Così, divento i personaggi del romanzo, vivo le loro vicende, le loro passioni, le loro paure, i loro dolori. Mi sono chiesto perché sento il bisogno di scrivere romanzi gialli anziché di altro genere e ho trovato la risposta: per il desiderio di una realtà diversa da quella che è; cioè, di una realtà dove i colpevoli vengano scoperti e puniti adeguatamente, dove le vittime possano trovare giustizia e, in definitiva, dove il bene possa avere la meglio sul male.
2) Che generi letterari predilige?
Ovviamente preferisco i thriller, ma mi piace leggere di tutto, classici compresi, perché ritengo che da ogni libro ci sia qualcosa da imparare.
3) Quali sono gli autori che hanno contribuito alla sua formazione letteraria?
Amo molto autori come Verga, Pirandello, Ercole Patti, Ignazio Silone e altri; tutti autori che hanno poco a che fare con il genere di romanzi che scrivo. Per quel che mi riguarda, mi piace pensare di avere uno stile personale che, secondo alcuni lettori, ricorda Andrea Camilleri, forse perché anche i miei romanzi sono ambientati in Sicilia e molti dialoghi sono espressi in dialetto siciliano, anche se




















