Il Giallista

Interviste, recensioni e news dal mondo del giallo... e non solo. A cura di Marco Tiano





venerdì 27 dicembre 2013

Proroga concorso per opere edite "IoScrivo" al 7 Gennaio 2014


Buongiorno, amici!
Augurandoci che abbiate passato un sereno e piacevole Natale, vi informiamo che la befana sta già anticipando i suoi regali. Infatti, la scadenza della V Ed. del concorso per opere edite e autopubblicate IoScrivo è posticipata al 7 Gennaio 2014.
In questo modo, avrete più tempo, durante il periodo festivo, per preparare con calma tutto il materiale necessario alla partecipazione.

Il concorso, indetto dal Blog “Il Giallista”, è aperto agli autori che hanno pubblicato o autopubblicato la propria opera e premierà il vincitore con la distribuzione nelle librerie.
Per chi ha avuto la fortuna di vedere realizzato il proprio sogno, e cioè la pubblicazione del suo libro, si sarà presto reso conto di un problema importantissimo: la distribuzione, anzi, la mancata distribuzione. Molto spesso, infatti, le opere degli autori sconosciuti (o autopubblicate) si riescono a vendere soltanto tramite le librerie online. Sì, possono essere ordinate in tutte le librerie tradizionali, ma i tempi sono lunghissimi e non vi è la comodità di avere subito il libro disponibile.
A questo proposito, è nato “Io Scrivo”!
Un concorso che premierà il vincitore con la visibilità del proprio libro negli scaffali delle librerie aderenti alla nostra iniziativa. L’opera vincitrice, infatti,(ringraziando tutte le libreria che hanno già aderito, e quelle che presto lo faranno) sarà ospitata nelle librerie del nostro elenco. In questo modo, l’opera classificata al primo posto avrà una maggiore possibilità di vendita e potrà essere notata e letta da un maggior numero di lettori.
Per qualsiasi informazione potete contattarci al seguente indirizzo: igiallisti@virgilio.it
Qui
, l’elenco delle librerie aderenti al concorso, che sarà aggiornato periodicamente.

Di seguito, il Bando:
1) Il concorso è aperto a tutte le opere edite (anche auto pubblicate online con editori come ilmiolibro.it, boopen, lulu…) in lingua italiana;

2) Possono partecipare opere di tutti i generi: romanzi, saggi, gialli, narrativa, biografie, raccolte di poesia, antologie di racconti.

3) Ogni autore può partecipare con un massimo di quattro (4) opere, e la quota di partecipazione è riferita ad ogni singolo dattiloscritto.

4) I partecipanti dovranno inviare una copia dell’opera in formato cartaceo (oppure digitale al seguente indirizzo e-mail: igiallisti@virgilio.it), allegando dati anagrafici, indirizzo, numero di telefono, piccola biografia dell’autore e una sinossi dell’opera;

5) Le opere dovranno essere spedite entro martedì 7 gennaio 2014 (per i manoscritti inviati in formato cartaceo, per posta tradizionale, farà fede il timbro postale)

6) La quota di iscrizione, per ciascuna opera, è di € 10,00, relativa a spese di gestione.

7) Non vi è un alcun limite di battute.

Premio
Primo classificatoL’opera vincitrice sarà ospitata (in max 5 copie per libreria) in tutte o in alcune (a completa scelta dello scrittore) librerie aderenti all’iniziativa, con la formula commerciale conto vendita. Segnalazione sul blog "Il Giallista";

Secondo e terzo classificato:Segnalazione sul blog "Il Giallista";
Segnalazione dell’opera alle librerie aderenti all’iniziativa.

Per partecipare, ricevere informazioni e inviare le copie
Scrivere a igiallisti@virgilio.it

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lunedì 16 dicembre 2013

Giallista Magazine n.19 SPECIALE NATALE 2013



Buongiorno, amici!
Iniziamo la settimana con l'ultimo numero de "Il Giallista Magazine" del 2013.
Come vi avevamo anticipato lo scorso mese, questo numero di Dicembre è SPECIALE NATALE 2013, dove sono raccolti i nostri consigli di lettura e le uscite più interessanti da regalare e… regalarsi in occasione della festa del NATALE. Tutti i titoli, inoltre, sono raccolti anche nel video SPECIALE NATALE (postato sotto), caricato anche sul nostro canale YouTUBE e sui social network (facebook, pinterest, twitter).

Vi consigliamo di scaricare una copia del numero SPECIALE NATALE de “Il Giallista Magazine” anche sui vostri smartphone e tablet, per avere i consigli de “Il Giallista” sempre a portata di Click, anche offline!

Augurandovi buone feste, vi invitiamo a cliccare su uno dei due link sottostanti per leggere la rivista online o scaricarne la vostra copia gratuitamente.

Giallista Magazine n.19 SPECIALE NATALE 2013

"Il Giallista Magazine" n.19 - SPECIALE NATALE - Dicembre 2013


News: L'OROLOGIO DELLA TORRE ANTICA di Alfredo Betocchi


Cari amici,
apriamo la settimana segnalandovi il fantasy L'OROLOGIO DELLA TORRE ANTICA di Alfredo Betocchi, edito da Il Campano editore.

L'orologio della torre antica
Alfredo Betocchi
Pagine 98
Prezzo 10.00 €
Pubblicazione Settembre 2010
ISBN 9788865280171
Il Campano editore

SINOSSI:
Perché l’Orologio della Torre del paese è fermo da tempo immemorabile? Per rispondere a questa semplice domanda due innamorati saranno trascinati attraverso un’avventura mozzafiato che trae origine da una antica tragedia occorsa ad un’altra coppia di innamorati seicentocinquantatre anni prima. E’ l’appassionante storia di una bellissima fanciulla che, nel XIII secolo, si fa strega per vendicarsi di un grande dolore e travolge in una coinvolgente avventura tutti gli altri personaggi. Tra streghe, uno spettro, cavalieri crociati, battaglie sanguinose, teneri momenti d’amore ed un gatto nero sornione, la vicenda attraversa i secoli passando da un colpo di scena all’altro, fino alla sua incredibile conclusione. Un romanzo tutto al femminile dove sono le donne che prendono in mano il loro destino, creando un grande Male per poi distruggerlo, facendo trionfare l’Amore.

L'AUTORE:
Alfredo Betocchi è nato ad Atene nel 1951, vive a Firenze, è sposato e ha un figlio. Ha lavorato molti anni per il Comune di Firenze, cominciando come insegnante elementare, occupandosi poi di economato e infine di matrimoni allo Stato Civile. Appassionato di bandiere e di storia, ha pubblicato innumerevoli articoli di queste discipline su periodici italiani e stranieri. E’ attualmente il Direttore del periodico “Vexilla Italica” del Centro Italiano Studi Vessillologici. Ha viaggiato in molti paesi d’Europa, partecipando a conferenze e congressi internazionali relativi allo studio della storia delle Bandiere.. Ama i libri di genere storico, di fantascienza e di fantasy. Collabora con il bimensile fiorentino “INSIEME”, scrivendo divertenti e curiosi articoli, come biografie di personaggi poco noti, tradizioni popolari italiane, musica e fatti storici minori. Nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo con l’Editore “Il Campano” di Pisa, dal titolo: “L’OROLOGIO DELLA TORRE ANTICA”. Nel 2013 questo libro è stato pubblicato in italiano e in lingua inglese negli Stati Uniti per la Casa Ed. DandM. A settembre 2013 ha visto la luce il secondo volume della stessa saga dal titolo: “LA MARA TARA”, sempre con la Casa Ed. DandM. E’ sua intenzione pubblicare in futuro il terzo e ultimo libro della trilogia. Ha nel cassetto, in attesa di pubblicazione, altri due romanzi, “Ramesse XI”, di genere avventuroso e “Aquileia” di genere storico, oltre ad alcuni racconti brevi di genere fantastico per ragazzi. Nel 2013 ha pubblicatole otto delle sue poesie in un antologia dal titolo: “I Poeti Contemporanei” per la Casa Ed. “Pagine”.
 

venerdì 13 dicembre 2013

News: LUOGHI OSCURI di Miriam Palombi


Buongiorno, amici!
Oggi vi segnaliamo un'antologia di racconti horror dal titolo LUOGHI OSCURI, della scrittrice Miriam Palombi, edita da Sensoinverso Edizioni. La raccolta è composta da 15 racconti ed è incentrata sul tema della paura.
Buona lettura!

Miriam Palombi
LUOGHI OSCURI
Genere: racconti horror
Collana Senza Tregua
Pagine 102
Euro 12,00
ISBN 978-88-96838-58-7
Sensoinverso Edizioni

IL LIBRO:
Come si reagisce alla paura? La paura non e solo sangue, la paura è ovunque e può nascere da qualunque cosa. E’ un corto circuito nella testa, un evento irrazionale al quale non si riesce a dare una spiegazione, è la rinuncia alla logica e allora ci si rifugia in dei luoghi sicuri. La paura si combatte, in “Giù nel profondo” il protagonista con ironia uscirà indenne da una spaventosa avventura nei sotterranei di Parigi, o vi si è succubi come in “Cose da bimba” , il protagonista di questo racconto finisce per soccombere a quella che era la sua più atroce paura infantile . Ciò che accomuna i racconti di questa raccolta è l’ambientazione, in altre parole i luoghi della narrazione, luoghi comuni, rassicuranti, spesso legati all’infanzia. Luoghi che al calar del sole piombano nell’oscurità e si trasformano in altro, popolandosi di strane creature. “Luoghi Oscuri” è un omaggio fortemente sentito ai classici dell’horror d’altri tempi,(esempio i racconti di E.A.Poe, Lovecraft) , nei quali si ritrovano in parte le stesse ambientazioni, vecchie magioni isolate, case infestate, luoghi rivisitati e plasmati attorno a racconti veloci dai finali asciutti dove quasi mai è previsto il lieto fine. Trovo che questa dinamicità e le tematiche trattate possano accattivare il grande pubblico, sempre più attratto dalla morbosità di crimini efferati, purtroppo reali. Creare personaggi crudeli, inverosimilmente “cattivi” calati in situazioni irreali dove la logica è completamente stravolta, può servire ad esorcizzare le nostre paure quotidiane.
I racconti:
GIU’ NEL PROFONDO; LA VENTICINQUESIMA ORA; IL TRENO DI NOTTE; ACQUE PROFONDE; 13 PICCOLE PERLE; COSE DA BIMBA; STESSO SANGUE; LA STANZA; LA PORTA CELATA; MIRABILIA; GENS ARCANA; L’UOMO NERO; L’ANTRO DELLA BESTIA; IL COSTRUTTORE DI BURATTINI; L’ESPERIMENTO.

L'AUTRICE:
MIRIAM PALOMBI nasce a Milano nel 1972, ora vive a Cerveteri in provincia di Roma. Ceramista e scrittrice appassionata di storia dell’arte medioevale, alterna la partecipazione a mostre ed eventi culturali, con la scrittura seguendo un filone di narrativa storico-fantastica e horror. Un suo racconto “La soglia” partecipa al concorso Vaults 2008 e selezionato viene pubblicato nell’antologia omonima , progetto Area 31 press di Edizioni Ferrara. Il suo primo romanzo, “La croce di Bonifacio”, è edito nel 2008 giunto alla seconda ristampa ,da “Albatros Il Filo” edizioni, suoi sono i disegni all’ interno ed in copertina. Con questa sua opera prima consegue: -Premio Selezione al concorso letterario internazionale “Archè Anguillara Sabazia Città d’Arte 2010. -Segnalazione speciale al premio letterario Garcia Lorca 2010 sezione romanzo storico. -Semifinalista al concorso letterario “Penna D’Autore” 2010 -Semifinalista al concorso letterario ”Alberoandronico”2010 Il suo nuovo libro è una raccolta di racconti horror “Luoghi Oscuri”, edito nel Marzo 2012 da SensoInverso, La venticinquesima ora, tratto dall’antologia arriva al terzo posto al Premio Internazionale Palazzo Ruspoli 2013.
 

giovedì 12 dicembre 2013

Recensione: RACCONTI DELLE LANDE PERCORSE - Come nasce un cavaliere di DIEGO ROMEO


Cari amici,
oggi vi parliamo del primo libro della trilogia di Diego Romeo, RACCONTI DELLE LANDE PERCORSE - Come nasce un cavaliere, edito da Caosfera.
Si tratta dell'opera fantasy di esordio dell'autore, con personaggi tipici del genere, come draghi, elfi, cavalieri, nani...
Il primo particolare che colpisce l'occhio del lettore è sicuramente lo stile narrativo di Romeo. L'autore, infatti, si esprime con una scrittura arcaica, molti ricercata. Questo espediete, se da un lato loda lo scrittore per la ricercatezza dei termini, la veridicità dell'opera, in alcuni casi rallenta leggermente la lettura, appesantendola.
L'autore ha prestato notevole attenzione anche alle descrizioni di luoghi e personaggi, concentrandosi molto nei particolari.
Anche in questo caso, però, per alcuni lettori questa scelta potrebbe causare un rallentamento nella lettura.
Nonostante ciò, la storia è intrigante, e la notevole varietà dei personaggi conquistano facilmente il lettore, bilanciando gli elementi. L'autore mette in piedi una trama molto ben strutturata, ricca di fantasia e avventure. "Come nasce un cavaliere" è, infatti, una storia con un'ottima ambientazione fantastica.
Altro espediente utilizzato da Diego Romeo per alleggerire la lettura, sono i flashback. La narrazione, infatti, spazia nel tempo, con piacevoli pause. Nei flashback l'autore introduce anche nuovi personaggi, rendendo la storia più dinamica.
In generale, possiamo dire che questo primo volume di una trilogia fantasy è una buona lettura, consigliata agli amanti del genere; e, come genere, ci riferiamo al fantasy classico, quello delle origini.
Un buon regalo di Natale per chi è affascinato da elfi, draghi e cavalieri.

Diego Romeo
RACCONTI DELLE LANDE PERCORSE - Come nasce un cavaliere
Caosfera editore
Pagine: 350
Prezzo: € 19,00
ISBN: 9788866281603

IL LIBRO:
Il romanzo, primo di una trilogia già impostata, narra la preparazione di una battaglia epica combattuta da un esercito imperiale campione della fede contro forze oscure e preponderanti di un Impero dominato dal male. L’ambientazione, in un mondo speculare al vissuto del Medioevo feudale e bizantino dove la magia ha un ruolo fondamentale, è caratterizzata da descrizioni di storia, geografia, eziologia, cosmologia, diplomatica dell’utopia e ucronia, straordinariamente simile a personaggi e fatti storici mescolati tra loro ed individuabili dietro il camuffamento. Gli spunti principali sono forniti da personaggi del Sacro Romano Impero e da protagonisti del millennio dell’Impero bizantino tra loro amalgamati. La cornice narrativa è fornita dal ritrovamento di un antico codice che contiene il racconto di un evento decisivo per la storia dell’Impero. Accanto a questo, un altro libro di spiritualità cavalleresca è inframezzato ad illuminare i valori interiori e a chiarire la mappa del mondo concettuale, immaginario e simbolico descritto nell’azione. La scena principale è la preparazione del campo di guerra il giorno precedente lo scontro. La fabula, anche se intricata da vari personaggi, si sviluppa attorno all’unità di luogo (l’accampamento militare), tempo (la vigilia della guerra), azione (i preparativi connessi). Il protagonista, un cavaliere di nome Hurik Van Gotten, viene narrato dagli esordi della giovinezza, dalla causa scatenante della sua missione fino alla proclamazione a generale dell’esercito e all’esordio della grande battaglia. Il testo è concepito come un romanzo di formazione in cui, tramite flashback, si introducono i coprotagonisti (di cui il principale, Lord Karl Erik von Eira, è il Maestro) nel momento della comparsa in scena, poi tratteggiati in relazione al ruolo giocato nell’addestramento del protagonista. Tutti i personaggi sono paladini della patria e della virtù, ed ogni loro azione è ispirata ad un criterio coerente al codice etico cavalleresco, non moralista, ma improntato alla massima responsabilità. Continui riferimenti a normative, situazioni, antefatti verranno poi chiariti nei volumi seguenti della trilogia, in cui si svolgerà la grande battaglia dall’esito incerto (pur senza sovrastare la storia con la descrizione dell’evento bellico) e la difficile resistenza che porterà alla vittoria finale.

L'AUTORE:
Diego Romeo è nato a Napoli, ma all’età di 6 anni si è trasferito a Roma. Qui è cresciuto, ha studiato e si è formato. Qui ha anche imparato ad amare la cultura latina, altro elemento fortemente presente nel suo romanzo, ha compreso che a Roma non ci si viene per caso e che essere romano, anche solo d’adozione, è una grande responsabilità. Nel 1994 si è unito ad un’Organizzazione cattolica e ha scoperto il fascino e la bellezza del “diverso” del “distante” (anche questi sono dei temi molto presenti nel suo romanzo). Ha passato l'adolescenza e la maturità fra stranieri, disabili, Rom e poveri, anziani, adulti e bambini. Da loro ha appreso che cosa è la vita, la gioia e il senso di gratitudine. Si sono laureato nel 2002 in Lettere e Filosofia, indirizzo storico religioso. Lavora come impiegato ed è sposato con una donna meravigliosa di nome Sophie e ha due bellissimi bambini, Elena di 5 anni ed Alessandro di 3, che lo riempiono di gioia e di amore. Ama dipingere miniature (alcuni dei suoi pezzi migliori li trovate sulla pagina FB di Lande Percorse), cucinare e leggere. Si è avvicinato alla scrittura in un certo senso per gioco. Fin da quando aveva 13 anni scriveva delle piccole storie per giochi di ruolo con gli amici. Con il tempo le storie si sono fatte sempre più complesse ed articolate, fino a quando 5 anni fa ha iniziato a scrivere la prima bozza. Quale è il ruolo della scrittura nella sua vita, dice, è ancora da definire, vedrà se avrà seguito oppure no. Una cosa è certa: è un modo per evadere e per sognare. Scrive quello che vorrebbe essere o vorrebbe fare.

lunedì 9 dicembre 2013

News: NERONOVECENTO - un'antologia di racconti noir


Cari amici lettori,
in questo post poniamo alla vostra attenzione NERONOVECENTO, un'antologia di racconti noir, in uscita per Cordero editore, e curata dallo scrittore Daniele Cambiaso.

NERONOVECENTO
Genere: racconti noir
ISBN 978-88-98130-02-3
pp. 224
15,00 € con e-book in omaggio
A cura di Daniele Cambiaso
Racconti di:
Stefano Mantero, Angelo Marenzana, Massimo Parigi & Riccardo Sozzi, Giorgio Ballario, Denise Bresci & Ugo Polli, Giulio Leoni, Claudio Asciuti, Adele Marini, Vindice Lecis, Giorgio Merega. DAL 15 GIUGNO 2013 IN LIBRERIA
Info: www.corderoeditore.com

IL LIBRO:
Il Novecento a dodici voci “noir”, tante sono quelle degli scrittori che – in questa antologia –, scegliendo ciascuno un decennio di riferimento, affrontano il secolo da poco trascorso. “Secolo breve, secolo dei due conflitti mondiali, dei genocidi, dei totalitarismi, secolo della fine delle ideologie, secolo globale”; secolo delle grandi migrazioni e del trasporto di massa, dell’intrattenimento collettivo (il viaggio-diversivo, gli spettacoli dal vivo, come quelli animati dai circensi), del dominio dell’immagine (l’affermarsi della fotografica analogica, prima, e della Settima Arte, poi). Un periodo, insomma, denso di mutamenti sociali, economici, culturali, scientifici e tecnologici, le cui scie seguitano a incidere profondamente nella Storia di oggi. Storia e fiction sono le principali coordinate in cui si muovono gli autori coinvolti in Neronovecento: le lotte operaie degli inizi del secolo, il Colonialismo fascista, la Resistenza partigiana, le contestazioni del Sessantotto, le stragi degli anni Settanta, gli ultimi scampoli di Guerra fredda degli Ottanta, i primordi di una società multietnica negli anni Novanta. In alcuni racconti fatti realmente accaduti diventano il diretto spunto dello sviluppo narrativo: per Giulio Leoni l’ispirazione è il naufragio del transatlantico Andrea Doria del 25 luglio 1956, per Adele Marini è la strage della Questura di Milano del 17 maggio 1973, per Vindice Lecis è l’incidente stradale del 3 ottobre 1973 capitato a Enrico Berlinguer in Bulgaria. Ogni racconto è marchiato da un crimine che viene esaminato da tutte le angolature possibili, anche quelle più inattese. Sin dalle prime battute è evidente che l’obiettivo di ciascun autore di Neronovecento è quello di non temere di volare alto; man mano che si procede nella lettura, dunque, l’antologia si configura come sfida alla rimozione della memoria storica – propensione sempre più comune in questo Terzo millennio. Il rigore stilistico e documentale di ciascun racconto, quindi, diventa anche rigore civile, restituzione di memoria e di giustizia, laddove l’oblio è già in agguato. Il tutto all’insegna di un incalzante susseguirsi di toni e registri narrativi – la tragedia, la farsa, il rimpianto, la disillusione, la paura, la detection, la suspense –, diversi tra loro eppure talmente in armonia da riconsegnarci una coerenza d’atmosfera davvero straordinaria.

HANNO DETTO:
… È vero: in questi racconti ci sono delitti, vendette, casi irrisolti. Ma la storia italiana è fatta di questo …
La Repubblica

… Il brivido noir del Novecento Una prospettiva «polar» in un'antologia di 12 autori … Il Novecento, dunque, traguardato dalla prospettiva del noir o, come la definisce il curatore, da quella «letteratura di tensione» che si va configurando - nelle sue prove migliori - come nuovo romanzo sociale…Dodici autori: Stefano Mantero, Angelo Marenzana, Massimo Parigi, Riccardo Sozzi, Giorgio Ballario, Denise Bresci, Ugo Polli, Giulio Leoni, Claudio Asciuti, Adele Marini, Vindice Lecis e Giorgio Merega che si sono spartiti il Novecento tessendo le loro storie sullo sfondo del secolo archiviato. Quelli che non sono archiviati, invece, sono i problemi, le dinamiche, le tensioni, le trame, i misteri che lo hanno accompagnato e che in questo libro si riaffacciano, soprattutto in alcuni racconti. …
L’Unità

INTERVISTA A DANIELE CAMBIASO:


IL CURATORE:
Daniele Cambiaso (1969) vive a Genova: insegnante di materie letterarie, si è occupato di letteratura mystery su riviste (Delitti di carta, Culture) e siti specializzati (Gialloweb, ThrillerMagazine, Giallomania). Ha pubblicato racconti su varie antologie, tra le quali ricordiamo Carabinieri in giallo (Giallo Mondadori, 2008). Ha curato l’antologia Nero Liguria (Perrone Lab, 2011) e con Angelo Marenzana le antologie Crimini di regime (Laurum, 2008) e Crimini di piombo (Laurum, 2009); ha partecipato alla stesura del saggio collettaneo Pare… letteratura (Longo, 2008). Il thriller storico Ombre sul Rex (2008) è il suo romanzo d’esordio, seguito da L’ombra del destino (Rusconi, 2011), scritto con Ettore Maggi.

giovedì 5 dicembre 2013

News: I nuovi titoli della Polillo editore per Natale!


Cari amici,
come ogni anno, anche per questo Natale la Polillo editore ci tiene buona compagnia, deliziandoci con dei gialli classici da regalare e regalarci, e un titolo assolutamente in tema, come IL CANTO DI NATALE di Cliffors Witting.
Da non perdere, per nessun motivo!

Jefferson Farjeon
GLI OMICIDI DELLA “Z”
“I bassotti” n. 139
Pagine: 288
Prezzo: € 15,40
ISBN: 978-88-8154-452-3
Traduzione di Bruno Amato
Nelle librerie da giovedì 28 novembre 2013

IL LIBRO: 
Quando il giovane Richard Temperley arriva alla stazione londinese di Euston, dopo un lungo viaggio in treno, sono le cinque del mattino. Che fare? Un facchino gli consiglia l’albergo al di là della strada. Prendere una camera non ha senso, ma un paio d’ore di sonno nel fumoir non sono una cattiva idea. Raggiunto l’hotel, Temperley si accorge, compiaciuto, che una giovane e bellissima donna si accinge anche lei a riposare nella stanza, ma non fa in tempo a sistemare il bagaglio che vede la ragazza allontanarsi in gran fretta. Si guarda intorno e scopre che anche il suo vicino di treno, una sgradevole persona che ha russato tutto il tempo, ha trovato posto nella stanza. Dorme già, a quanto pare. E invece… no, non dorme, è morto. L’ispettore James, accorso poco dopo, sembra non nutrire dubbi sull’innocenza di Temperley, mentre si dimostra particolarmente interessato al comportamento della ragazza. Perché è fuggita? C’è qualcosa che possa mettere la polizia sulle sue tracce? Be’, in effetti Richard qualcosa ha trovato e l’ha istintivamente tenuto nascosto. Ma ecco che l’attenzione dell’ispettore viene attratta da uno strano oggetto appoggiato alla finestra vicino al morto, una “Z” di metallo rosso. Che significato ha quel simbolo? Lo sapremo solo dopo un lungo viaggio, costellato purtroppo d’innumerevoli altre Z.

L’AUTORE:
[Joseph] Jefferson Farjeon (1883-1955) nacque a Londra in una famiglia di artisti. Il padre era un noto romanziere e commediografo, il nonno materno un famoso attore americano e i tre fratelli si sarebbero ben presto affermati nel campo della letteratura per bambini, del teatro e della musica. Dopo aver lavorato per una decina d’anni per una casa editrice specializzata in riviste umoristiche, nel 1924 Farjeon pubblicò il suo primo mystery, The Master of Criminal, dopodiché si dedicò a tempo pieno alla scrittura. Autore estremamente prolifico, in una trentina d’anni scrisse circa ottanta romanzi, in prevalenza gialli, un’incredibile quantità di racconti, nonché alcune sceneggiature cinematografiche tra cui quella per Number Seventeen – un film diretto da Alfred Hitchcock nel 1932 – che si basava su una pièce da lui scritta nel 1926. Elogiato dalla critica per la sua capacità di ideare trame ingegnose e personaggi intriganti e per il suo stile pulito e scorrevole, Jefferson Farjeon fu uno degli scrittori preferiti da Dorothy L. Sayers. Tra i titoli più noti ricordiamo The “Z” Murders (1932, Gli omicidi della “Z”), The Fancy Dress Ball (1934), Mystery in White (1937, Sotto la neve – I bassotti n. 61), Seven Dead (1939, La casa dei sette cadaveri – I bassotti n. 101) e Death in the Inkwell (1942).

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Autori Vari
DELITTI & CASTIGHI
“I bassotti” n. 140
Pagine: 304
Prezzo: € 15,90
ISBN: 978-88-8154-450-9
Nelle librerie da giovedì 5 dicembre 2013

IL LIBRO:
“Chi la fa l’aspetti” potrebbe essere il titolo di questa raccolta di racconti gialli dell’età d’oro. Perché chi si dispone a commettere un crimine – qualunque sia il movente – sa che la polizia indagherà, ma forse non sa che la colpa si sconta, in un modo o nell’altro. E non importa con quanta cura ci si è preparati per evitare qualsiasi errore o inconveniente: nel momento fatidico, o dopo, qualcosa può sempre andare per il verso sbagliato. A ogni “delitto” – almeno così vorrebbe la morale – corrisponde un “castigo”. Ma quale? La cattura, con la conseguente condanna alla prigione o, peggio, alla pena di morte. O l’impossibilità di godere dei frutti del proprio gesto criminale. O magari può pensarci la cattiva co¬scienza… Ma è inutile anticipare al lettore l’elenco di questi castighi, basterà che si tenga bene a mente che il tempo non perdona e, soprattutto, ha una memoria lunga, molto lunga. E ancora che il destino, beffardo come non mai, è sempre in agguato e pronto a colpire: in cielo, su un albero, in cucina, in banca, in un’aula di giustizia… persino in bagno. E sotto le forme più strane. Come un fiammifero spento, per esempio.

Gli autori e i racconti contenuti nell’antologia:
Michael Arlen, Un uomo di nome Falcon (1940, Gay Falcon)
Nicholas Blake, Un tiro azzardato (1944, The Long Shot o It Fell to Earth)
Hylton Cleaver, Copia dell’originale (193?, Copy of the Original)
Lillian Day & Norbert Lederer, Pari e patta (1946, Dead Heat)
Leslie Ford, Assassinio alla Corte Suprema (1935, The Supreme Court Murder o The Clock Strikes Twelve)
John D. Hess, Le banche non sbagliano mai (1952, The Wicked Scheme of Jebal Deeks o Banks Are Never Wrong)
W. W. Jacobs, L’attesa (1925, The Interruption)
Milward Kennedy, Morte in cucina (1930, Death in the Kitchen)
Helen McCloy, Un passato pieno di ombre (1950, The Outer Darkness)
Edgar Wallace, Il rubacuori (1930, The Chobham Affair)

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Clifford Witting
IL CANTO DI NATALE
“I bassotti” n. 141
Pagine: 304
Prezzo: € 15,90
ISBN: 978-88-8154-455-4
Traduzione di Sara Caraffini
Nelle librerie da giovedì 5 dicembre 2013

IL LIBRO: 
A Paulsfield, nel sud dell’Inghilterra, la domenica prima di Natale è in corso la tradizionale questua a beneficio di un ospedale del luogo. Mentre un gruppo di cantori si sposta da un angolo all’altro della cittadina intonando carole natalizie, due volontari passano di porta in porta a raccogliere qualche penny o, nei casi migliori, un paio di sterline. Tutto sembra filare liscio come al solito, sennonché, al termine della serata, uno dei due risulta scomparso insieme alla sua cassetta per le offerte. Thomas Vavasour – questo il suo nome – fa il commesso viaggiatore e potrebbe essere partito con grande urgenza per questioni di lavoro. L’uomo, però, non possiede un’automobile, e il personale della stazione non lo ha visto salire su un treno quella sera. Perfino sua moglie pare essere all’oscuro dei motivi della sua partenza. Due giorni dopo la cassetta ricompare, vuota, in un parco della cittadina, ma di Vavasour non si hanno ancora notizie, salvo un biglietto ricevuto dalla moglie in cui lui le assicura che sarà di ritorno per Natale. E invece Vavasour non rincaserà mai più… Dopo Ipotesi per un delitto (I bassotti n. 67), un nuovo, intrigante caso per l’ispettore Charlton in un mystery del 1939 che viene pubblicato in Italia per la prima volta.

L’AUTORE:
Clifford Witting (1907-1968) nacque a Londra, nel distretto di Lewisham. Terminati gli studi all’Eltham College, s’impiegò presso la Lloyd Bank dove rimase per quasi vent’anni fino al 1942. Durante la seconda guerra mondiale prestò servizio nei Royal Artillery and Ordinance Corps da dove si congedò con il grado di maresciallo. Il suo primo mystery, Murder in Blue, fu pubblicato nel 1937 e fu seguito da altri quindici romanzi, quasi tutti con l’ispettore Charlton nei panni del protagonista. Direttore onorario dal 1947 dell’Old Elthamian, il giornale del suo vecchio college, nel 1958 Witting venne accolto tra i membri del prestigioso Detection Club di Londra. Molto stimato da alcuni critici, tra i quali spiccano gli americani Jacques Barzun e Wendell Hertig Taylor, l’autore è morto nel 1968.

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Ross Macdonald
IL BRIVIDO BLU
“I Mastini” n. 17
Pagine: 336
Prezzo: € 15,90
ISBN: 978-88-8154-445-5
Traduzione di Lidia Ballanti
Nelle librerie da giovedì 28 novembre 2013

IL LIBRO: 
In apparenza, il compito affidato al detective privato Lew Archer dai coniugi Biemeyer non è tra i più difficili della sua lunga carriera: ritrovare un quadro raffigurante una giovane donna che è stato rubato dalla loro casa. Il dipinto è attribuito a Richard Chantry, un famoso pittore svanito nel nulla (forse morto) venticinque anni prima, dopo aver scritto una lettera di addio alla moglie. Il principale sospettato è un amico della giovane figlia dei Biemeyer, uno studente universitario di nome Fred che lavora al museo d’arte e ha sempre mostrato un enorme interesse per le opere di quel pittore. Archer si mette al lavoro, interroga la moglie di Chantry, rintraccia Fred, cerca di entrare in contatto con il mercante d’arte che ha venduto il quadro ai Biemeyer, ma si trova davanti a un muro di diffidenza, spesso di aperta ostilità. è come se, a distanza di tanti anni, il fantasma di quell’artista infestasse la vita di quanti l’avevano conosciuto. Poi un giorno… «Ti riconosco Chantry, maledetto bastardo», urla ad Archer, poco prima di morire, un uomo coperto di sangue che il detective ha trovato riverso sul ciglio di una strada. Chi è la vittima e chi il suo assassino? E perché ancora quel nome, “Chantry”, che ritorna dal passato per ossessionare il presente?

L’AUTORE:
Ross Macdonald (1915-1983), pseudonimo di Kenneth Millar, nacque a Los Gatos, in California, ma crebbe in Canada. Dopo la laurea e il servizio in marina durante la guerra, nel 1944 esordì nella narrativa gialla con The Dark Tunnel (Il tunnel), il primo di quattro romanzi firmati col suo vero nome. Quando si rese conto che i suoi libri potevano essere confusi con quelli della moglie Margaret Millar, a sua volta giallista in ascesa, prese uno pseudonimo. Nel quinto mystery, The Moving Target (Bersaglio mobile), introdusse il detective Lew Archer che, tranne in due casi, comparirà in tutto il resto della sua produzione e sarà impersonato sullo schermo da Paul Newman in Detective’s Story e in Detective Harper: acqua alla gola. Oltre a The Galton Case (1959, Il ragazzo senza storia – I Mastini n. 13), i suoi romanzi più celebri sono The Drowning Pool (1950, Il vortice), The Chill (1964, Il delitto non invecchia), The Far Side of the Dollar (1964, Il passato si sconta sempre – I Mastini n. 4), vincitore del premio della Crime Writers’ Association per il miglior libro, e The Blue Hammer (1976, Il brivido blu). Pur richiamandosi alla lezione di Chandler e Hammett, i due grandi maestri dell’hardboiled, Macdonald è considerato su-pe¬riore a entrambi da una parte della critica per aver dato al romanzo poliziesco, come scrisse lui stesso, “una serietà e una complessità di stile e di trama che in passato non aveva”.

News: Concorso #BAMBINAIAMANIA


Cari amici,
buon inizio settimana!
#Natale è tempo di regali :-)
Da oggi, infatti, il vincitore del concorso #BAMBINAIAMANIA sarà premiato due volte. Oltre a diventare un personaggio del #sequel LA BAMBIANIA, riceverà in omaggio anche un meraviglioso segnalibro con l'albero della vita e "La bambinaia" (da collezione), realizzato esclusivamente a mano da Paola Busca de Il Piccolo Mondo Antico (vedi foto sotto).



 Partecipare è semplicissimo:
1) Fotografa te stesso, il tuo amico a quattro zampe, o un familiare con la tua copia #ebook de "LA BAMBINAIA" a coprirvi il viso (come nella foto sopra);
2) Posta lo scatto nella pagina ufficiale La Bambinaia - Thriller di Marco Tiano edito Fazi editore.

L'estrazione del vincitore - assolutamente casuale - avverrà Il *27 dicembre 2013*
Cosa aspettate? Mettetevi in posa! Click
#bambinaiamania

LA BAMBINAIA
Marco Tiano

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lunedì 2 dicembre 2013

Intervista a Vittorio Sartarelli

Cari lettori,
eccovi l'intervista di Iannozzo Giuseppe a Vittorio Sartarelli, autore di Eventi Rimembranzee Personaggi della Memoria

1. Dunque, Vittorio Sartarelli, Eventi rimembranze e personaggi della memoria è la tua ultima fatica, racconti della giovinezza, della memoria. Quale l’impellente necessità di consegnare al lettore questi racconti memorialistici, in un momento storico che tende a seppellire il vecchio credendo che la tecnologia sarà il futuro più giusto e sicuro per l’umanità?
Personalmente, penso che faccia bene parlare del passato, quando non è utile e addirittura necessario, l’ho sempre scritto sin dalle mie prime pubblicazioni ed è un pensiero, questo, ribadito da molte persone certo molto più qualificate ed esperte di me. Non c’è futuro senza passato, tutti noi in fondo, di là del fatto fisico, biologico o intellettivo, siamo la testimonianza vivente del nostro passato, in noi c’è tutto un universo di storia, di scienza, di progresso e d’umanità acquisito attraverso i secoli se non i millenni. Certo, attualmente viviamo un periodo buio e difficile della nostra vita, ma non è solo puntando sulla tecnologia che vi potrà essere un futuro più giusto e sicuro per l’umanità, è necessario che il progresso sia accompagnato da ideali ed interessi che riguardano tutto il consesso sociale che ha bisogno di aiuto, assistenza, benessere ed amore. Soffermarsi, quindi, a ricordare com’eravamo ci aiuta a vivere nel presente e, sicuramente, ci sarà utile per il futuro. La storia, le esperienze, le eredità del passato unite alle conquiste di oggi, saranno d’incentivo alle prossime generazioni per costruire un futuro che dovrà essere, per il bene di tutti, sicuramente migliore.

2. Possiamo dire, Vittorio Sartarelli, che sei tu, soprattutto, un cronista della vita? E se sì, per quali ragioni?
Certo, anzi è così che mi piace auto definirmi, come ho avuto già modo di affermare, per me lo scrivere oltre che un piacere dello spirito è una gratificazione per l’intelletto, è come poter mettere a nudo la propria anima facendone defluire sentimenti, esperienze, ricordi che, tutto sommato, possono essere utili al lettore e, anche se nei miei racconti parlo del tempo che fu, questo non vuol dire che essi siano vecchi, stantii e inutili. Mi piace raccontare la mia vita che è piuttosto lunga, prima perché sono passati tanti anni dalla mia nascita e poi perché nel suo complesso non è stata una vita facile, con una serie numerosa, varia ed eterogenea di accadimenti che, via via, hanno accompagnato, segnato e, in fine, quasi concluso la mia esistenza. Ho detto quasi perché quest’anno ho compiuto settantasei anni, sono quindi ormai giunto all’ultimo periodo della vita, nonostante abbia ancora una discreta salute, un’energia che molti m’invidiano e una voglia infinita di vivere intensamente il tempo che mi rimane che, purtroppo, fa il suo corso e non si può fermare. Sono nato in una notte di tempesta con pioggia, vento, tuoni e fulmini da spettacolo pirotecnico, con un parto in casa, difficile che richiese l’intervento del medico, forse profetizzando, metaforicamente, quella che sarebbe stata in seguito la mia vita.

3. In alcuni tuoi racconti ritornano personaggi e situazioni che raccontasti nel tuo romanzo Una vita difficile. Ma: “Se è vero, come dicono, che la vecchiaia è l’età delle riflessioni, dei ricordi e, infine, della saggezza, Marco, che ha superato oramai i 70 anni, crede di aver recepito mentalmente che nella vita c’è un tempo per tutte le cose”. Nel racconto lungo, di mente e di cuore, “Viaggio in Italia”, Marco e Sara scoprono o riscoprono l’Italia. Chi sono oggi Marco e Sara? Com’è cambiata la loro vita? E: sono felici?
O, in qualche modo, sono almeno un po’ soddisfatti di quello che sono riusciti a donare di sé agli altri, alle persone cui vogliono bene? Anche questa volta rispondo affermativamente, certo che ho recepito mentalmente che, nella vita c’è un tempo per tutte le cose, d’altra parte mi sembra un assioma abbastanza condivisibile, c’è solo bisogno di vivere e fare esperienza. Per quanto riguarda poi Sara e Marco, nel loro viaggio in Italia hanno potuto riscoprire il loro paese con tutte le sue meravigliose bellezze naturali e artistiche ma, anche in determinate caratteristiche precipue e caratteristiche delle sue etnie nelle diverse regioni. Anche questa è stata comunque un’esperienza unica ed arricchente per le loro anime. Chi sono, oggi, Sara e Marco? E come è cambiata la loro vita? Anche lì c’è di mezzo il tempo che passa, tutto cambia nel divenire dell’esistenza delle persone, l’esperienza insegna sempre, sia essa stata positiva o negativa, si vedono le cose in modo diverso, si pensa e si ragiona con maggiore maturità. Togliendo gli acciacchi e le malattie che accompagnano spesso la vecchiaia, per fortuna non di tutti gli esseri umani e, per lo meno, non nella stessa maniera, Sara e Marco sono due coniugi felici di avere vissuto insieme, in comunione di spirito, d’intenti, di stima reciproca e di profonda umanità, soddisfatti di avere messo al mondo due figli, dei quali sono orgogliosi e che li hanno ripagati del loro affetto e della loro dedizione, regalando loro dei nipoti meravigliosi che, quotidianamente, dimostrano il loro attaccamento ed il loro amore nei confronti di questi due cari nonni del quali non sanno fare a meno.

4. La tua scrittura è, a mio avviso, anche un atto salvifico in una declinazione cristiana. Mai manca la Fede. Vittorio, qual è la differenza fra cattolicesimo e cristianesimo? Ti pongo questa domanda, perché mi par di ravvisare, forse sbagliando, che il tuo spirito sia più ispirato verso una matrice cristiana (francescana) di bontà piuttosto che verso la severità della Chiesa.
Come sempre, il tuo spirito critico ha colto nel segno, la mia Fede il Cristo è ferma, convinta e pienamente condivisa con la compagna della mia vita e non sbagli affatto nel pensare che il mio spirito sia non solo ispirato ma vicinissimo ad una matrice cristiana( francescana) di bontà e di ecumenismo. Il Cristianesimo è la religione che trae la sua origine dalla predicazione della “buona novella” (Evangelo) di Gesù Cristo che è quindi il suo fondatore, egli è anche Dio e perciò oggetto del culto cristiano. Egli è il Dio incarnato per adempiere alla sua missione di Salvatore del genere umano. Il momento più alto della vita di Cristo è quello in cui si manifesta il suo amore per tutti gli uomini accettando il volere del Padre e morire crocifisso per la redenzione di tutti gli uomini, donando ad essi la speranza della vita eterna, con la sua resurrezione. Il cattolicesimo è l’interpretazione dottrinale della religione cristiana della Chiesa cattolica, l’organizzazione temporale della chiesa cattolica romana che trova la sua espressione più rappresentativa nello Stato della Chiesa e nella città del Vaticano sede del Pontefice, organo supremo dell’organizzazione clericale della Chiesa.

5. C’è un mirabile passaggio contenuto in “L’onorevole – Storia di una raccomandazione”: “Abbiamo assistito qualche decennio addietro, al perseguimento e alla condanna dei politici indegni di questo nome. Sembra ormai un ricordo antico, anche perché è un fatto avvenuto nel secolo scorso, tuttavia, allora, con Tangentopoli si cercò di azzerare un’intera classe politica corrotta e deviata che costituiva l’ultima propaggine dell’ormai consunta prima repubblica. Oggi, non solo la musica non è cambiata, ma, forse i fenomeni negativi, che affliggevano una parte della classe politica di una volta, si sono talmente radicati nel costume contemporaneo da far ritenere normale e moralmente accettabile l’interesse privato, lo scambio, la contrattazione, la concussione, l’imposizione a volte, di determinate scelte o persone, avocando alla legittima determinazione della politica le scelte valide e prioritarie, nell’interesse del Paese e poi, se proprio si volesse insistere a criticare quest’abitudine, si riceverebbe la risposta: ‘Così fan tutti’, quindi è lecito!”. E’ la prima volta, almeno per me, che leggendo un tuo lavoro trovo evidenziata una posizione così netta e precisa, mirata a condannare l’odierno malaffare. Forte è la tua indignazione, questo è fuor di dubbio. A tuo giudizio, com’è potuto accadere che l’Italia del miracolo economico sia mutata, nel giro di pochi decenni, in una sorta di Sodoma e Gomorra?
Questa è una domanda che si saranno posti in molti, che ne è stato di una Nazione che fino a qualche anno fa era considerata fra le più potenti ed industrializzate d’Europa? Oggi viviamo in un caos, apparentemente ordinato, dove sono poche le cose che valgono e che funzionano, dove il malcostume è diventato imperante e non solo per merito della malavita organizzata ma, purtroppo, esso si esteso a macchia d’olio alla politica, alle istituzioni e alle grandi industrie. Quasi ogni giorno sale alla ribalta della cronaca un episodio di truffa, ruberia, peculato, tangenti e malversazioni diverse a danno dello Stato, di Istituzioni, di Industrie, di partiti politici, di Ospedali, di Imprese di costruzioni e, addirittura di intere amministrazioni provinciali e regionali del nostro Paese. La corruzione è diventata forse la cosa quotidiana più comune e, ormai purtroppo, di scarso interesse e attenzione come, invece, dovrebbe essere. La litigiosità politica e la lotta per il potere, non permettono né la formazione di un governo né l’attuazione di riforme, di progetti validi e la promulgazione di leggi e provvedimenti veramente utili alla collettività che invece, ha bisogno di sostegni e incentivi, nel costante divenire del mondo. Le “Istituzioni” che dovrebbero dare certezze e godere del rispetto e della fiducia dei cittadini spesso sono assenti, quando non incappano, per merito o demerito dei propri componenti, in autentici infortuni o peggio, in deprecabili scandali. Riuscirà l’Italia a risorgere da questo sfacelo e da queste rovine sociali? Questa è la domanda assillante che ciascuno degli italiani si pone!

6. Ieri si era (forse) più disposti a lavorare con serietà, a fare dei sacrifici anche, mentre oggi i giovani ignorano la Storia, le proprie radici, e sanno poco o nulla di politica. Sono i giovani degli agnelli allo sbaraglio, introdotti nella società solo perché questa li sbrani poco a poco; davanti a loro c’è nessuna prospettiva. I più tirano avanti senza porsi problemi, vivendo alla giornata nell’immobilità, giustificando questo loro atteggiamento dicendo che ‘cosi è’. In Eventi rimembranze e personaggi della memoria tu, Vittorio Sartarelli, evidenzi invece un costume diverso, quello di tanti anni addietro, di quando un giovane, seppur tra mille difficoltà, non ignorava l’intorno e le proprie radici, e proprio per questo non si arrendeva all’immobilità.
Questo è un altro problema grosso ed emergente che si è sovrapposto agli altri già esistenti, come un super infezione, e che non trova adesso una soluzione terapeutica valida e risolutiva. Qualche tempo fa ebbi ad occuparmi del problema, sempre attuale della crisi della “Famiglia” e, a ben riflettere, forse alcune delle cause di questa nuova dissennata tendenza di abulia e di disinteresse dei giovani per il loro futuro, oltre che ad una certa “moda” di emulazione favorita dalle negative circostanze sociali che affliggono il Paese, si debbono ricercare in seno alla cellula primaria della società umana. Che la prima cellula della Società sia in crisi, ormai da diverso tempo è un fatto notorio, che questa cellula non sempre adempia a quelle funzioni educative, formative e d’indirizzo verso valori etici universali con esempi comportamentali e indicazioni su ideali di una volta da raggiungere, è altrettanto cosa conosciuta. Si può disquisire sui motivi di questa discrepanze che appaiono fondamentali nella formazione del carattere e della personalità dei figli che nascono e crescono in queste famiglie nelle quali esiste un deficit più o meno grave di educazione, di moralità, di cultura, di socialità, di costume. Ma, questo non cambia la realtà delle cose. E’ chiaro che da queste famiglie, con buona probabilità e in quantità statisticamente prevedibile, usciranno i nuovi “derelitti” della società.

7. I tuoi racconti sono pregni di un sentimento nobile quanto raro oggi come oggi: l’amicizia che si eterna attraverso la memoria che tu conservi nello scrigno della tua anima. Ma oggi esiste ancora l’amicizia, od invece esiste sol più una amicizia interessata e prezzolata?
Personalmente, ho avuto nella vita un’esperienza negativa del concetto di amicizia, dapprima constatata nei confronti di mio padre che, pur vantando e credendo di avere degli amici sinceri, aveva invece gente che gli stava attorno per interesse e per calcolo opportunistico. Successivamente anch’io ho subito una forte delusione sull’amicizia. Questi fatti ed altri che ho potuto e purtroppo dovuto constatare nel corso della mia esistenza, non hanno fatto altro che rafforzare il concetto di amicizia che già si era incrinato e consolidato nella mia mente. Trovare un amico si dice è come trovare un tesoro e questo è un fatto molto difficile se non impossibile, quindi di conseguenza conviene fare molta attenzione alle proprie relazioni sociali.

8. Posso chiederti perché hai scelto un servizio di self-publishing, anziché affidarti, come in passato, a un editore? Sto azzardando, ma credo che tu, oggi come oggi, non creda più tanto nella genuinità di alcuni personaggi che, ahinoi, hanno ridotto il mondo editoriale a un mero business.
A questa domanda credo di avere già risposto nella mia precedente intervista, tuttavia mi ripeto volentieri anche perché ho potuto constatare nel corso della mia attività letteraria che non sono l’unico ad essere stato ingannato dall’editoria a pagamento ma, molti altri come me che, all’inizio per inesperienza, siamo caduti nella trappola. Sono 13 anni che scrivo e pubblico i miei libri, sempre tutti a mie spese, sono riuscito a ottenere una discreta visibilità in campo nazionale ed una notevole “messe” di premi e apprezzamenti letterari ma, dal punto di vista dei diritti d’autore non ho mai visto un euro. Inoltre i miei libri continuano ad essere venduti nelle librerie online per conto degli editori che li hanno pubblicati ed io non posso sapere ne controllare lo stato delle vendite con il risultato che il business è stato loro e non mio. Ho deciso, quindi, di scegliere il nuovo servizio del self-publishing perché in questo modo, con un regolare contratto, non cedo il mio diritto d’autore, il così detto “copyright”, oltre all’edizione cartacea posso ottenere anche un ebook del mio libro e riceverò per l’edizione cartacea il 20% del prezzo di copertina e per l’ebook l’80% del prezzo di vendita mediante un account personale nel quale posso verificare l’andamento delle vendita presso le varie librerie online e, inoltre, se non mi sta bene, dopo un anno posso rescindere il contratto in qualunque momento, togliendo a chi ha stampato il libro ogni diritto alla vendita.

9. A chi consiglieresti di leggere Eventi rimembranze e personaggi della memoria, e, soprattutto, perché?
In questi 13 anni di attività letteraria artigianale e privatistica, ho sempre riscosso il consenso dei lettori e della critica con numerose affermazioni facilmente riscontrabili su Internet. Da quest’ultimo mio lavoro mi attendo altri consensi e forse, dopo 13 anni, un’affermazione più diretta e condivisa dai lettori e dalla critica. Mi pare utile segnalare che il mio libro ha già riscosso alcune recensioni da parte di critici letterari e persone di cultura, molto positive. Il mio stile è stato definito semplice e senza fronzoli, ma diretto ed essenziale con la caratteristica di un verismo autentico. A chi consiglierei di leggere il libro? A chi ha già una famiglia ma anche a quei giovani che intendono seriamente crearsene una. Perché i miei scritti sono sempre un inno alla vita e ai valori fondanti e fondamentali di essa con in testa la famiglia, alla quale ridare forza e credibilità alla sua concezione di come era prima, fino a sessanta anni fa, avere fede in Dio e vivere la propria vita nel lavoro e nell’onestà, senza accettare compromessi, costi quel che costi e andare avanti diritto per la propria strada, con i propri principi e le proprie capacità, avendo rispetto per gli altri ma, esigendone anche per se stesso!

10. Vittorio Sartarelli, non mi dire che non hai progetti per il futuro perché stenterei a crederti. Eventi rimembranze e personaggi della memoria è ancora fresco di stampa e deve, giustamente, maturare, entrare nei cuori dei lettori. I tuoi lavori, ben lo sappiamo, sono stati più volte ristampati, non nutro quindi dubbio che chi ieri ti ha amato continuerà a farlo oggi.
Forse un progetto ancora ce l’ho è un libro che racconta la mia avventura di vita come impiegato di banca :“Trentacinque anni da bancario”. Forse un giorno pubblicherò anche questo chissà se qualche editore fosse interessato? Speriamo nella Provvidenza!