Il Giallista

Interviste, recensioni e news dal mondo del giallo... e non solo. A cura di Marco Tiano





lunedì 22 febbraio 2010

Valentino Meynet


"Il fante di picche" e "Un nome per un cadavere" sono i primi due romanzi di Valentino Meynet, giovane scrittore valdostano. Si tratta di due gialli classici inglesi che ripercorrono, forse un po' troppo esplicitamente, le orme dei romanzi della Christie. Tale particolare però è pienamente voluto dall'autore che ne parla anche nella prefazione della sua prima opera (Il fante di picche).

Come nei gialli che si rispettino, anche qui c'è il detective professionista, David Colburn, e la spalla, Smiley Grant. Colburn è il classico investigatore privato e presenta tutti i cliclè dei protagonisti. E' intelligente, non sbaglia un colpo ed è molto sicuro di se. Smiley, invece, rompe un po' gli schemi. Non è imbranato, ma anzi spesso scopre particolari utili alle indagini prima del detective. E' astuto, perspicace, ma pur sempre un passo indietro a Colburn.
Entrando nel vivo delle storie, entrambi i romanzi soso scorrevoli e rappresentano una piacevole lettura, ma è ancora evidente la mano dello scrittore in erba. La struttura è un po' confusa e lo stile narrativo piuttosto semplice. Per quanto riguarda la trama, invece, gli intrighi sono ben architettati e catturano l'attenzione del lettore, anche se l'occhio più smaliziato riuscirà ad intuire il finale già qualche pagina prima dell'arrivo trionfale del detective. Sicuramente, pur trovandoci di fronte a due prime opere, "Il fante di picche" e "Un nome per un cadavere" sono due gialli da leggere per trascorrere qualche ora in buona compagnia.
Bravo Valentino!

mercoledì 17 febbraio 2010

"999 L'ultimo custode" di Carlo A. Martigli



Titolo: 999 L'ultimo custode
Autore: Carlo A. Martigli
Editore:Castelvecchi
Collana: Narrativa
Data uscita: 26/08/2009
Pagine: 400
Lingua: Italiano
EAN: 9788876153204

Firenze: 26 luglio 2007. Due letterati da best seller avvelenati con l'arsenico da un killer assoldato dal potere politico. I Ris in un'antica basilica di Firenze. Se fosse accaduto oggi, sarebbe il giallo del secolo. A distanza di 500 anni, si vuole trovare una risposta alla fine di Giovanni Pico della Mirandola e di Angelo Poliziano. Ma perché?»... forse perché in realtà si era alla ricerca delle 99 clausole segrete mancanti che, insieme alle 900 tesi pubblicate nel 1486 da Pico della Mirandola, rivelerebbero qualcosa di fondamentale sulla natura di Dio. Un segreto che avrebbe potuto, e potrebbe ancora, cambiare il corso della storia. È su questa sconvolgente rivelazione che si basa 999. L'ultimo custode, romanzo storico-esoterico di Carlo Martigli che, attraverso lunghi studi, ha ipotizzato l'esistenza di un filo rosso che lega la stesura delle 99 clausole segrete, ai giorni nostri. Pico della Mirandola voleva un Concilio dei saggi delle tre religioni monoteiste per rivendicare un Dio unico: Donna. Per scongiurare il pericolo e difendere la Santa Romana Chiesa, Innocenzo VIII e Rodrigo Borgia diedero così inizio alla sanguinaria caccia alle streghe con lo scopo di rendere la donna indegna agli occhi del mondo. In quel modo le 99 tesi di Pico, qualora fossero state pubblicate, non sarebbero state credibili. Romanzo storico, ma anche romanzo di fantasia, in cui i personaggi descritti non sfuggono allo sguardo acuto e ironico dello scrittore.

Let il be di Paolo Grugni



"Let il be" (versione integrale pubblicata da Alacran editore e Gialli Mondadori n.2981) è il primo libro di Paolo Grugni, un noir insolito e innovativo, soprattutto dal punto di vista dello stile narrativo. Il protagonista è Tommaso Matera, un appassionato dei Beatles che lavora nella polizia con il compito di decifrare i messaggi lasciati dagli assassini nei loro delitti. Il romanzo, ambientato a Milano e in una immaginaria Volate, sembra essere strutturato in due parti distinte, parti che, dopo averne letto il finale, si scopre fanno parte di un unico disegno ben eseguito.
Lo stile narrativo è asciutto, secco, ma ricco di metafore. I personaggi sono descritti con pochi tratti lasciando al lettore il compito di immaginare il resto, rendendolo partecipe della storia. In "Let it be" è subito, già dalle prime pagine, riconoscibile il tratto di Grugni e la mano dello scrittore professionista. Inoltre, è facile ritrovare l'autore in più punti della storia.
Già dal titolo "Let it be", celebre canzone dei Beatles, gruppo musicale al centro dell'intero romanzo, ritroviamo la passione per la musica del critico musicale Grugni. Troviamo anche un Grugni critico letterario nell'uso della semantica per risolvere i casi di omicidi, e un Grugni ambientalista nella figura di Tommaso Matera che decide di avviare un'attività di prodotti biologici.

Sicuramente "Let it be" è un volume che non può mancare nella libreria di un appassionato di gialli classici, in quanto c'è un buon uso di indizi, di un cultore di noir, per le atmosfere e descrizioni, e del lettore in generale in quanto siamo di fronte ad una lettura più che piacevole da non perdere.

Intervista all'autore su "Il Giallista"

Paolo Grugni, scrittore e giornalista, è nato a Milano nel 1962, si occupa di musica e letteratura per varie testate, tra cui TV / Sorrisi e Canzoni e GQ.
I suoi romanzi:

"Let it be" (Mondadori, 2004, Alacran 2006, Jackson Libri 2008, Mondadori 2009)
"Mondoserpente" (Alacran, 2006)
"Aiutami" (Barbera, 2008)
"Italian Sharia" (Perdisa 2010

domenica 14 febbraio 2010

Il Vicino di casa


Autore: Barclay Linwood
Editore: Piemme
Data uscita: 02/02/2010
Pagine: 448, rilegato
Lingua: Italiano
EAN: 9788838462948

La notte di luglio in cui i Langley - padre, madre, figlio adolescente vengono assassinati, non si registra nulla di insolito nella zona, a parte il caldo asfissiante. E i vicini, i Cutter - di nuovo: padre, madre, figlio adolescente - non ricordano di aver sentito alcun rumore. Ma la scoperta, il giorno dopo, è scioccante. Se i Langley, anche loro così "normali", hanno potuto essere vittime di un atto di tale efferatezza, allora nessuno può dirsi al sicuro. Eppure, se si è trattato solo di una tragica fatalità, se i Langley hanno solo avuto la colpa di trovarsi al posto sbagliato al momento sbagliato, non c'è nulla da temere: è improbabile che la sfortuna si accanisca due volte di seguito sullo stesso punto. Così si dice Jim Cutter, per rassicurarsi. Ma nella sua mente si fa strada anche un altro pensiero: e se gli assassini avessero sbagliato casa? Se avessero mancato di poco il vero bersaglio? Un'ipotesi folle. O forse no. Del resto, di fronte alla totale assenza di movente per quel pluriomicidio (non c'è stato nemmeno un furto in casa Langley), nulla è da escludere. Persino che tra i Cutter si celino segreti tali da giustificare una simile vendetta, a loro in realtà indirizzata. Segreti di cui lo stesso Jim sarebbe all'oscuro. Pur di scoprirli, sarà disposto a mettere in discussione la fiducia verso la moglie e il figlio e intraprendere una scomoda indagine personale.

Tutankhamon


Autore: Nick Drake
Editore: Longanesi
Collana: Nuova Gaja Scienza
Data uscita: 04/02/2010
Pagine: 416, rilegato
Lingua: Italiano
EAN: 9788830422162

Egitto, 1321 a.C. La vita di Rahotep, capo della polizia di Tebe, sta per diventare molto complicata. Nelle ombre che invadono le strade della città vengono ritrovati i corpi dì alcuni giovani mutilati in modo orrendo. Atti violenti ed enigmatici che però rappresentano, come presto diventa evidente, una chiara minaccia al regime, già precario a causa della corruzione dilagante e dell'impoverimento provocato da guerre troppo lontane. E la frattura fra ricchi e poveri si fa sempre più profonda. Tutankhamon ha ereditato un impero che dovrebbe essere al culmine della sua gloriosa storia. Ma il Faraone, che ha solo diciotto anni, e la sua giovane regina devono affrontare cospirazioni politiche e intrighi privati che rendono la Corte un inferno. Un'aspra lotta per la successione sta per cominciare, e Tutankhamon deve impedire che l'Egitto sprofondi nel baratro sul cui orlo io ha condotto il regno dì suo padre, Akhenaton, e riaffermare l'autorità della sua dinastia.

L' uso sapiente delle buone maniere


Autore: McCall Smith Alexander
Editore: TEA
Collana: Teadue
Data uscita: 11/02/2010
Pagine: 258, brossura
Lingua: Italiano
EAN: 9788850220755

Per Isabel Dalhousie, direttrice della "Rivista di etica applicata", fondatrice del Club dei filosofi dilettanti e donna di grande acume e sensibilità, è fondamentale affrontare la vita con la mente serena e lo spirito rilassato. Ma certo in questo non l'aiutano molto la nascita del piccolo Charlie, né tanto meno la relazione con Jamie, il padre del bambino, più giovane di lei di quattordici anni. La tardiva maternità del resto non è l'unico cambiamento nella vita della nostra filosofa-detective per caso. Certo, ha raggiunto una tregua con l'amatissima nipote Cat, ex fidanzata di Jamie, che non approva granché la nuova relazione della zia. E certo, ha trovato un equilibrio nel rapporto con Grace, la fedele governante, che vorrebbe esautorarla completamente dalla cura del bebé. Ma che dire della misteriosa morte di un pittore al largo dell'isola di Jura, nella quale Isabel si trova suo malgrado coinvolta? E come se tutto ciò non bastasse, ci si mette pure il machiavellico e curiosamente affabile professor Dove, che sembra avere strane mire sull'amatissima rivista della nostra eroina...

Intervista a Alfredo Colitto


Carissimi amici, questa settimana il "Giallista" intervista Alfredo Colitto, autore del giallo storico "Cuore di ferro" edito da Piemme.

Cosa significa scrivere per Alfredo Colitto?

Scrivere per me significa soprattutto fare una cosa che mi piace. Mi piace inventare storie, mi piace metterle su carta, mi piace invitare i lettori a conoscere il mondo delle storie che creo, condividendole con loro, guidandoli attraverso scene e capitoli che io ho immaginato in un modo eppure ciascuno percepisce in modo diverso. E mi piace ascoltare le loro impressioni su ciò che ho scritto.

Come hai iniziato a scrivere e perché?

Ho iniziato da ragazzo, con racconti e poesie che servivano a dare sfogo alla mia voglia di inventare storie. Ho pubblicato qualche poesia, poi ho smesso di scrivere per un lungo periodo, finché a trent’anni ho deciso di mollare tutto e partire per il Messico con un biglietto di sola andata. Ho girato il mondo per una decina d’anni, e in quel periodo mi è tornata prepotente la voglia di scrivere. Ma è stato solo dopo essere rientrato definitivamente in Italia, intorno all’inizio del millennio, che ho pensato seriamente alla scrittura come a un lavoro.

Cosa ti ha avvicinato al giallo storico e perché lo preferisci ad altri generi?

È stato un caso, una proposta semiseria da parte di un editore. Credevo che scrivere romanzi storici fosse un lavoro lungo e noioso. Invece quando ho cominciato ho scoperto che era appassionante indagare sugli usi e i costumi di altre epoche, e di scoprire in cosa il mondo è cambiato e in cosa invece non è cambiato affatto… Così ho portato la mia esperienza di scrittore noir nel medioevo, con risultati incoraggianti, sia in termini di divertimento mio, sia di successo di pubblico. Come scrittore lo preferisco ad altri generi perché pur nel rigore dell’ambientazione storica, mi permette di sviluppare storie con sfumature alchemiche o esoteriche che mi intrigano molto.

Cosa consiglieresti a giovani autori che vorrebbero cimentarsi nel giallo storico?

Di non cedere alla tentazione di volere che tutto il lavoro di ricerca “si veda”, appesantendo il romanzo con una quantità di spiegazioni. Penso sia fondamentale documentarsi bene, per immergersi nell’atmosfera e nel modo di vivere del periodo trattato e per evitare di pasticciare con gli eventi storici, ma poi solo una piccola parte della ricerca fatta filtra nel romanzo finito.

Di solito, come ti documenti prima di iniziare un nuovo romanzo?

Quando ho deciso il luogo e il periodo, comincio a pensare alla storia. Appena ho un’idea di massima di cosa dovrebbe succedere, mi metto a sfogliare cronache dell’epoca e tutto il materiale che riesco a trovare. Inevitabilmente scopro cose che non conoscevo, mi vengono idee nuove e modifico la sinossi iniziale. Una volta svolto il grosso della ricerca comincio a scrivere, altrimenti mi sembra che resti tutto a un livello troppo cerebrale. Ma anche durante la scrittura del romanzo il lavoro di ricerca continua.

A febbraio uscirà il seguito di “Cuore di ferro” cosa ci puoi anticipare?

Il titolo è I discepoli del fuoco, e protagonisti sono gli stessi di Cuore di ferro: il medico anatomista Mondino de’ Liuzzi, personaggio realmente esistito, e l’ormai ex templare Gerardo da Castelbretone, personaggio del tutto inventato. Tutto comincia con un uomo bruciato in casa propria senza che nulla intorno a lui abbia preso fuoco, neppure la poltrona su cui era seduto. Mondino è chiamato a dare un parere scientifico su come ciò sia stato possibile e determinare se si è trattato di omicidio oppure di un evento soprannaturale. In seguito,tra ostacoli e incredulità da parte del potere politico, Mondino e Gerardo si troveranno impegnati in una corsa contro il tempo per salvare Bologna da una catastrofe senza precedenti, programmata per la notte di natale del 1311, in cui rischiano la morte migliaia di persone.

Grazie Alfredo e torna presto a trovarci!

lunedì 8 febbraio 2010

La scommessa di Lello Gurrado


Lello Gurrado
LA SCOMMESSA
256 pagine, 15 euro
Marcos y Marcos

In libreria dal 25 febbraio

Dopo aver ucciso una nota libraia milanese in Assassinio in libreria, Lello Gurrado torna alla carica.
Questa volta costringe un povero scrittore a convivere nella stessa cella con il suo critico più accanito.
Un critico che lo segue da sempre, e indovina il finale di tutti i suoi gialli.
E adesso lo sfida a scrivere un giallo davanti a lui, convinto di poter indovinare anche così chi è l’assassino.
Ma se perderà la scommessa, se non scoprirà il colpevole in tempo, promette di restituirgli la libertà…

Cosa ci fanno in galera uno scrittore e un critico?
Ce lo chiediamo fino alla fine di questo divertente gioco letterario, di questo romanzo che contiene un romanzo.
Vediamo nascere un giallo sotto i nostri occhi, concepito da un solo autore ma sviluppato a quattro mani.
Fino all'epilogo spiazzante.
Un patto narrativo portato alle estreme conseguenze.

Buone lettura!

mercoledì 3 febbraio 2010

Italian Sharia di paolo Grugni



Cari lettori, dopo averne intervistato ieri l'autore, oggi segnaliamo l'uscita dell'ultimo lavoro di Paolo Grugni e riportiamo parte dell'intervista.

"Italian Sharia" è il tuo ultimo lavoro. Quanto tempo gli hai dedicato e che messaggio vuoi lanciare?

“Italian Sharia” nasce dall’idea di scrivere un romanzo sull’omicidio di Hina Saleem, uccisa a Sarezzo, in provincia di Brescia, nell’agosto del 2006. E, allo stesso tempo, di scrivere un romanzo sulla condizione degli immigrati in Italia. Durante il processo di documentazione, durato circa due anni, ho scoperto che altre ragazze sono state ricondotte nei loro paesi d’origine per subire la stessa condanna a morte. La cosa era parzialmente nota perché già si sapeva che molte ragazze, in tutta Europa come negli Stati Uniti, erano stata riportate in patria a forza o con l’inganno per essere costrette a dei matrimoni combinati cui si opponevano. Non era noto che questo rimpatrio forzato abbia avuto in alcuni casi come conseguenza la morte. Ho ricostruito la vicenda a Prato, città a pochi chilometri da Firenze, per diversi motivi. E’ una città della stessa grandezza di Brescia, circa 200mila abitanti, è una città che situata in centro Italia, per cui simbolico crocevia dei viaggi degli immigrati, e infine è una città in grave sofferenza a causa della massiccia immigrazione cinese. E a Prato ho immaginato che venisse uccisa dal padre una ragazza marocchina perché anche lei ritenuta non una buona musulmana. Romanzo tragicamente profetico perché, pochi mesi fa e precisamente nel settembre 2009 a Montereale Valcellina, in provincia di Pordenone, è stato uccisa dal padre Saana Dafani, una ragazza marocchina per il solito motivo: non era una buona musulmana e aveva come Hina una relazione sentimentale con un ragazzo italiano. Ma il testo è stato profetico anche sotto un altro aspetto. Il romanzo si apre infatti con la morte di Michael Jackson (e qui torna ancora una volta la musica): avevo visto delle sue foto in carrozzella e ho immaginato che la sua fine fosse prossima. Mi spiace, ma tanto, non essermi sbagliato. Per chiudere con l’aspetto politico, preciso che il romanzo si pone due obiettivi: la difesa dei diritti delle donne e la riaffermazione della laicità dello stato su qualsiasi religione.

martedì 2 febbraio 2010

Intervista a Paolo Grugni



Casissimi amici, lettori e scrittori, oggi intervistiamo Paolo Grugni, critico letterario, musicale, giornalista e autore del celebre romanzo "Let it be", edito da Alacran editore e presente anche nella famigerata collana Gialli Mondadori.

Caro Paolo, iniziamo con una domanda che è ormai una tradizione de “Il Giallista”: Cosa significa per te scrivere?

Significa vivere. Significa pensare. Significa lottare. Significa “militanza linguistica”. Senza la scrittura non sopravvivrei una settimana.

Ti sei cimentato in diversi generi letterari ed hai scritto numerosi romanzi, a quale di questi sei più legato e perché?

A tutti, per diversi motivi. A “Let it be” perché mi ha permesso di esordire. A “mondoserpente” perché ho rotto con le convenzioni letterarie. Ad “Aiutami” perché ho contribuito a un impegno per me primario, la difesa dei diritti degli animali. A “Italian Sharia” perché è il più bel romanzo uscito da molti, troppi, anni in Italia.

Caro Paolo, sei un animalista, ambientalista, giornalista, critico letterario e musicale, quanto c’è di tutto questo nei tuoi libri?

C’è molto e di tutto. In particolare l’amore per gli animali e per la musica non mancano mai. Quest’ultima cosa la si può capire già dal titolo di “Let it be”.

"Let it be" è il tuo primo libro, come è nato?

E’ nato quando ho deciso di cambiare vita e ho sostituire la mia professione di autore tv con quella di scrittore. E’ stata dura perché mi sono chiuso in casa per un anno, lavorando anche quattordici ore al giorno, non sapendo assolutamente se ce l’avrei fatta a pubblicare. Poi è andata, ma la strada non è stata assolutamente in discesa, anzi. Ogni volta, il mio editor di turno si è spaventato di fronte a quello che scrivevo.

Il giallo ha molte sfumature, a quale di queste ti senti più vicino o preferisci?

Sicuramente il noir, soprattutto se scava nel pozzo nero della nostra società. Un pozzo che sembra davvero senza fondo. Un noir politico e sociale, che deve far male a chi lo legge e che provochi una presa di coscienza.

"Italian Sharia" è il tuo ultimo lavoro. Quanto tempo gli hai dedicato e che messaggio vuoi lanciare?

“Italian Sharia” nasce dall’idea di scrivere un romanzo sull’omicidio di Hina Saleem, uccisa a Sarezzo, in provincia di Brescia, nell’agosto del 2006. E, allo stesso tempo, di scrivere un romanzo sulla condizione degli immigrati in Italia. Durante il processo di documentazione, durato circa due anni, ho scoperto che altre ragazze sono state ricondotte nei loro paesi d’origine per subire la stessa condanna a morte. La cosa era parzialmente nota perché già si sapeva che molte ragazze, in tutta Europa come negli Stati Uniti, erano stata riportate in patria a forza o con l’inganno per essere costrette a dei matrimoni combinati cui si opponevano. Non era noto che questo rimpatrio forzato abbia avuto in alcuni casi come conseguenza la morte. Ho ricostruito la vicenda a Prato, città a pochi chilometri da Firenze, per diversi motivi. E’ una città della stessa grandezza di Brescia, circa 200mila abitanti, è una città che situata in centro Italia, per cui simbolico crocevia dei viaggi degli immigrati, e infine è una città in grave sofferenza a causa della massiccia immigrazione cinese. E a Prato ho immaginato che venisse uccisa dal padre una ragazza marocchina perché anche lei ritenuta non una buona musulmana. Romanzo tragicamente profetico perché, pochi mesi fa e precisamente nel settembre 2009 a Montereale Valcellina, in provincia di Pordenone, è stato uccisa dal padre Saana Dafani, una ragazza marocchina per il solito motivo: non era una buona musulmana e aveva come Hina una relazione sentimentale con un ragazzo italiano. Ma il testo è stato profetico anche sotto un altro aspetto. Il romanzo si apre infatti con la morte di Michael Jackson (e qui torna ancora una volta la musica): avevo visto delle sue foto in carrozzella e ho immaginato che la sua fine fosse prossima. Mi spiace, ma tanto, non essermi sbagliato. Per chiudere con l’aspetto politico, preciso che il romanzo si pone due obiettivi: la difesa dei diritti delle donne e la riaffermazione della laicità dello stato su qualsiasi religione.

Grazie per la tua disponibilità, Paolo, e a presto!

lunedì 1 febbraio 2010

Crisantemi a Ferragosto - 10 donne un mistero


Questa settimana il “Giallista” recensisce “Crisantemi a ferragosto - 10 donne un mistero” il primo romanzo di Rocco Ballacchino edito da Editrice P Il Punto. “Crisantemi a Ferragosto” è un giallo ambientato a Torino nell’afoso periodo di ferragosto che diventa lo sfondo della morte di dieci donne collegate da un unico mistero. Mistero lasciato in eredità al protagonista, Paolo Volpi, da un vicino di casa dopo il suo suicidio. Le morti, tutti donne, accadono intorno al quindici agosto e vengono archiviate tutte come suicidi. Il libro è scorrevole, ben scritto e non banale ma, trovandoci innanzi ad un esordio, non mancano alcune ingenuità. Un particolare che colpisce e che condiziona la lettura dell’intero libro è l’eccessiva presenza di descrizioni. Mancano i dialoghi, che sono davvero pochi, e questo purtroppo rallenta la lettura, appesantendola. Ma c’è un altro particolare che agisce negativamente, ed è che la storia tarda ad arrivare. Il mistero da svelare, infatti, che riguarda la morte delle dieci donne, arriva quasi a metà romanzo e fino ad allora non si ha ben inquadrata la trama, ma in compenso il finale è ben strutturato e sorprende sicuramente il lettore.
Concludendo, trattandosi di un opera prima, non abbiamo nulla da rimproverare all’autore e, anzi, siamo sicuramente di fronte ad un romanzo da leggere e aspettiamo con piacere di recensire anche il prossimo.